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"Petrolio, prezzo in rialzo", l'allarme di FederPetroli dopo l'uccisione di Qasem Soleimani

di Caterina Spinellidomenica 5 gennaio 2020
1' di lettura

Dopo il raid aereo degli Stati Uniti che ha causato l'uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani, i mercati europei hanno visto in rialzo il prezzo del petrolio. In particolare, a salire di 1,96 dollari, è il Brent che raggiunge quota 68,21 dollari a barile, mentre il Wti avanza di 1,73 dollari a 62,91 dollari. Subito dopo l'attacco, il Brent era arrivato a guadagnare addirittura il 4,4 per cento a 69,16 dollari e il Wti il 4,3 per cento a 63,84.  Leggi anche: Iraq, Donald Trump fa uccidere il generale iraniano Soleimani Il tutto, secondo il presidente di FederPetroli Michele Marsiglia, è dovuto all'attacco Usa: "Un evento di tale importanza - spiega - ha sconvolto le politiche di approvvigionamento di importanti ordinativi di greggio iracheno già precedentemente contrattualizzati". E ancora: "Un'impennata del 4,3 per cento del prezzo del petrolio è un'oscillazione difficile da contenere sulle contrattazioni e nell'adeguamento dei prezzi, sia per il Wti che per il Brent. Ci aspettiamo forti oscillazioni giornaliere per le prossime settimane". La stessa Teheran non ha preso bene la decisione a sorpresa di Donald Trump: "Un atto terroristico" e una "stupida escalation", così il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha definito su Twitter l'omicidio del generale, fatto "estremamente pericoloso". "Sugli Stati Uniti ricade la responsabilità di tutte le conseguenze di questo avventurismo criminale", ha scritto, descrivendo Soleimani come "la più efficace delle forze che hanno combattuto" l'Isis, al Qaeda e il gruppo al-Nusra.