(Parigi) La Francia si appresta ad accogliere Papa Leone XIV per un viaggio di quattro giorni tra Parigi, Lourdes e Metz. Il Pontefice sarà ricevuto all’Eliseo il 25 settembre alle 11 dal presidente francese Emmanuel Macron, e nel tardo pomeriggio presiederà i Vespri solenni nella cattedrale di Notre-Dame, prima di una grande veglia di preghiera con i giovani allo Stade de France, a Saint-Denis. Il giorno seguente celebrerà una messa all’aperto a Parigi, in Place de la Concorde, per poi recarsi a Lourdes il 27 settembre e inseguito a Metz il 28. Un programma particolarmente denso, concepito soprattutto intorno alla dimensione pastorale e religiosa di questo viaggio.
VIAGGIO APOSTOLICO
Un “viaggio apostolico”, come viene sottolineato nel programma ufficiale pubblicato dal Vaticano, e non una visita di Stato, come auspicato da Macron, secondo quanto rivelato in un’inchiesta del giornale cattolico La Croix. Stando alle informazioni del quotidiano, Macron avrebbe infatti chiesto di poter accompagnare il Papa per alcune decine di minuti all’interno della cattedrale, a margine dei Vespri.
L’idea era quella di mostrare al Pontefice il cantiere di restauro di Notre-Dame, al quale lo Stato francese ha contribuito in modo significativo: insomma vantare i propri meriti nella ricostruzione della cattedrale, devastata da un incendio nell’aprile 2019. Ma la richiesta dell’inquilino dell’Eliseo non è stata accolta favorevolmente dalla Segreteria di Stato della Santa Sede. Ufficialmente, il programma è già particolarmente fitto e i Vespri costituiscono un momento liturgico ben preciso.
La cattedrale dovrà inoltre rimanere chiusa al pubblico durante questa giornata eccezionale, prima di riaprire ai fedeli sabato 26 settembre nel tardo pomeriggio. Ma circolano anche altre versioni: la legge sul fine vita, sostenuta da Macron contro la posizione della Chiesa, e il timore di un momento troppo “politico”, alla stregua la riapertura di Notre-Dame nel dicembre 2024, avrebbero convinto il Vaticano a dire “no, grazie” all’inquilino dell’Eliseo.
«I Vespri del 25 settembre non sono né un’inaugurazione né una visita: si tratta di una liturgia, la preghiera serale della Chiesa celebrata da un vescovo insieme al clero di una diocesi. Inserirvi un momento dedicato al presidente avrebbe dato l’impressione che un capo di Stato accompagnasse il Papa in una visita a un monumento nazionale, mentre Roma vuole che si veda innanzitutto una chiesa», ha scritto La Croix.
Sempre secondo il quotidiano, altre proposte francesi sarebbero state scartate o ridimensionate dal Vaticano. L’accoglienza militare del 25 settembre non dovrebbe assumere la portata solitamente associata a una visita di Stato – la Santa Sede ha fatto sapere a Parigi che la Guardia Repubblicana e i tamburi non erano di gradimento del Papa. Il Vaticano avrebbe inoltre declinato il conferimento della Gran Croce della Legion d’Onore, nonché una cena o un pranzo di Stato. Leone XIV soggiornerà presso la Nunziatura Apostolica a Parigi, dove consumerà anche i suoi pasti.
Un papa non viaggia come un normale capo di Stato: anche se è il sovrano dello Stato della Città del Vaticano, i suoi viaggi sono concepiti come incontri con le comunità locali. La messa, le preghiere, i vescovi, i fedeli, i giovani e le persone più vulnerabili occupano un posto centrale. Il viaggio di Leone in Francia ne è un perfetto esempio: dopo Parigi, il Papa si recherà a Lourdes per incontrare i vescovi francesi, celebrare una messa e pregare alla grotta di Massabielle, prima di concludere il suo viaggio a Metz.
RISPETTO A FRANCESCO
Nel dicembre 2024, Papa Francesco aveva rinunciato a partecipare alla cerimonia di riapertura di Notre-Dame, alla quale erano presenti capi di Stato e personalità internazionali, scegliendo di recarsi in Corsica per un viaggio incentrato sulle tradizioni di fede popolare nel Mediterraneo. Francesco, nel corso del suo pontificato, ha sempre privilegiato i luoghi modesti piuttosto che le grandi capitali. Due anni dopo, la questione protocollare riemerge con il suo successore, in una forma diversa. Laddove Francesco aveva optato per l’assenza, Leone XIV si reca a Parigi, ma in un quadro rigorosamente apostolico.




