Perché il 42enne bengalese che ha palpato con insistenza il seno di una 13enne, all’interno di un minimarket di Torino, non si trova dietro le sbarre di una cella? Una domanda che tutta Italia si pone senza trovare risposte al momento adeguate. Oltre a quella ragazzina, che voleva solo comprare snack e bibite, è stato violentato anche il buonsenso. E forse anche il diritto. «Tutti i mezzi di comunicazioni stanno parlando di questa vicenda specificando giustamente che le misure cautelari non anticipano la condanna, si è anche detto che la galera rappresenta l’extrema ratio, ma per quanto riguarda i reati da “codice rosso” c’è un’inversione: il giudice deve applicare la custodia cautelare in carcere, a patto che non ci siano elementi concreti per escludere la necessità di tale misura», spiega a Libero Anna Gallucci, oggi pm a Pesaro, dopo aver lavorato come sostituto procuratore anche a Rimini e a Termini Imerese.
Torino, bengalese liberato? "La 13enne abusata anche 2 settimane prima"
Era già successo. E questo lascia ancora più perplessi riguardo alla decisione del Gip di Torino di far to...ELEMENTI VALIDI?
Leggendo l’ordinanza di non convalida del fermo dell’uomo da parte del gip di Torino, però, è difficile comprendere quali siano gli elementi validi a supporto della scarcerazione (l’uomo è sottoposto all’obbligo di presentazione quotidiano in Commissariato). «Chi ritiene che il palpeggiamento non sia equiparabile a una violenza sessuale cade in un grosso equivoco: una legge del ’96, infatti, ha accorpato la “congiunzione carnale violenta” e gli “atti di libidine violenti”». È una violenza sessuale. Punto e stop. Dunque, il fatto che la 13enne sia stata “solo” palpeggiata non può essere considerato di per sé un’attenuante. E non è nemmeno vero che in casi simili ricorra automaticamente la cosiddetta “minore gravità”, sottolinea Gallucci. Anche perché ci troviamo in presenza di una minorenne che è stata abusata in un luogo che riteneva sicuro, avendolo già frequentato, e che prima di essere toccata è stata interrogata dal suo molestatore su quanti anni avesse e se fosse fidanzata o meno. Ecco: il gip, oltre a osservare che “non sussisteva il concreto e attuale pericolo di fuga del soggetto fermato” a supporto dell’immediata liberazione del bengalese, ha valutato questi elementi? È un’altra domanda per ora senza risposte. «Bisogna valutare la compromissione della sfera sessuale. Gli apprezzamenti (la ragazzina ha spiegato che l’uomo le ha palpato il seno per tre volte dicendole «molto buono», ndr) e le avance potrebbero escludere la minore gravità. Attendiamo il Riesame», aggiunge il pm Gallucci.
Imperia, abusa di una ragazzina ma poi si "pente": scarcerato dal giudice
Un 19enne arrestato dalla polizia il 27 agosto scorso a Imperia per aver tentato di violentare una minorenne al ter...IL “RAVVEDIMENTO”
Quanto alla scelta di non applicare la custodia cautelare in carcere, il gip – si legge nell’ordinanza – ha tenuto conto dell’incensuratezza del violentatore, del suo comportamento collaborativo dopo la commissione del reato, dell’effetto deterrente causato dal “trauma dell’arresto” e dalla prima “esperienza detentiva” e della “resipiscenza dimostrata nel corso dell’interrogatorio di garanzia”. A proposito di quest’ultimo aspetto, il bengalese aveva dichiarato: «Ho sbagliato, non ho mai commesso reati, è la prima volta che mi succede e sono molto dispiaciuto per l’accaduto. Non succederà mai più nulla del genere». «Più che un ravvedimento, che andrebbe valutato in un tempo più lungo, questa mi sembra una dichiarazione d’intenti. Sulla base dei fatti, comunque, ognuno è libero di formarsi la propria idea. Personalmente ritengo che in materia di codice rosso bisogna ricordare che la legge opera delle eccezioni al carcere come extrema ratio», chiude Gallucci. Intanto, il gip del caso ha ricevuto pesanti minacce sui social, mentre il Pd torinese ha chiesto a prefetto e questore «di intervenire affinché si evitino degenerazioni violente e forme di giustizia fai da te».




