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Legge di stabilità, emendamento Pd: basta pagamenti d'affitto in contanti

Alla Camera i dem cambiano tutto: misure anti-evasione sui canoni, pensioni rivalutate, mano "morbida" sui capitali all'estero

Giulio Bucchi
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Niente pagamento degli affitti in contanti: è la misura introdotta nella legge di stabilità grazie ad un emendamento del Pd e approvato dal governo. Secondo la modifica proposta da Marco Causi, capogruppo democratico in commissione Finanze della Camera, insieme ai colleghi Laura Braga e Davide Baruffi, "i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, devono essere corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l'importo, in forme e modalità che escludendo l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore". Saranno i singoli Comuni ad avere l'onere del "monitoraggio" utilizzando gli strumenti previsti dal "registro di anagrafe condominiale e civile".  Pensioni rivalutate - Sempre un emendamento del Pd, firmato dal relatore Maino Marchi in commissione Bilancio, prevede un aumento della rivalutazione fino al 95% per le pensioni tra 1.500 e 2.000 euro (quelle 3 volte il minimo e inferiori a 4 volte il minimo), rispetto al 90% previsto attualmente dalla legge di stabilità. Per le pensioni superiori ai 3.000 euro (6 volte il trattamento minimo) la rivalutazione sarebbe attiva solo a partire dal 2015 e 2016.  Capitali all'estero - Nella legge di stabilità al vaglio del Parlamento si profilano modifiche anche per quanto riguarda i capitali all'estero. L'obiettivo di Pd e governo è quello di aumentare le risorse "di ritorno" per finanziare il Fondo taglia-cuneo nel 2014 oppure il rimborso dei "debiti commerciali in conto capitale a agli investimenti anche per gli enti territoriali". Per questo una bozza di emendamento prevede sanzioni ridotte e niente carcere per i "delitti di dichiarazione infedele", con manette che scatteranno solo nei casi più gravi, a cominciare dalle dichiarazioni fraudolente.

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