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Coronavirus, come fare la spesa senza stress ed evitando le file: la guida

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Si fa presto a dire che stare a casa non è un dramma perché tanto oggi si fa la spesa online e ti arrivano a casa. Tre settimane fa, di sicuro; una settimana fa, mica tanto; oggi, a emergenza conclamata, è quasi impossibile. Carrefour sembra che non ci provi nemmeno più: pur assicurando i clienti che si prende cura di loro, il servizio di spesa online è fermo. Sul sito internet si legge che è i corso la manutenzione per renderlo «il più performante possibile per gestire il picco eccezionale di accessi di questi giorni». Esselunga non ha gettato la spugna, ma zoppica: sono perfetti nei negozi, dove le guardie tengono ordinate e divise le code, contingentano gli ingressi, separano perfino i clienti per reparti, offre all' ingresso i guanti accanto ai carrelli e gli erogatori di gel disinfettante per le mani, vengono diffusi audio messaggi informativi per ricordare di rispettare la distanza interpersonale minima. Ma da almeno una settimana hanno dimostrato di avere enormi difficoltà nella spesa a domicilio. «Il fatto è che il mercato online alimentare in Italia vale complessivamente circa l' 1% del totale», ha spiegato l' amministratore delegato, Sami Kahale, «i mercati più avanzati in Europa e nel mondo si attestano tra il 4% e l' 8%. In Esselunga siamo al 4%, ma il boom di questi giorni ci portano sopra al 20%, cinque volte il livello attuale. È evidente che nessuno può soddisfare un balzo percentuale del genere. I tempi di consegna sono sulle due settimane, per cui abbiamo definito il limite di una spesa a settimana per cliente e sono già in atto potenziamenti sulle preparazioni delle spese e sulla logistica.

Abbiamo avuto, e non escludiamo di avere nei prossimi giorni, delle criticità nell' area di Milano». dopo settimane Se decidete di andare in negozio, Esselunga consiglia di evitare la mattina: tutti avranno pensato che ci sarebbe stata meno gente e alla fine si trovano tutti lì. Prenotare la spesa oggi, quindi, vuol dire vedersela arrivare dopo il 28 di marzo. Ma al momento si rischia di non vedersela arrivare proprio: «Sabato 7 marzo ho fatto la spesa online e la consegna sarebbe dovuta avvenire il sabato successivo», lamenta un utente su Facebook, «24 ore prima mi è stato comunicato che non avrebbero potuto consegnare. Un giorno prima della consegna e dopo sei giorni di attesa, impedendomi così di adeguarmi e fare la spesa in altro modo. Inoltre mi prendono in giro offrendomi trenta euro di sconto sulla prossima spesa».

Fa eco un commento al post: «Ci raccontano che le scorte ci sono ma oggi mi hanno consegnato una spesa prenotata dieci giorni fa e mancavano i generi più elementari, come uova e biscotti». La Coop ti illude e poi niente: si può riempire il carrello ma poi la transazione viene negata. È anche vero che Coop Lombardia nell' ultima settimana ha segnato una crescita del 90% rispetto alla stessa settimana del 2019, con una media di 900 spese a domicilio al giorno. Amazon Prime Now, che normalmente consegna gli ordini nella fascia preferita (con una forbice di due ore) al costo di 3,49 euro e gratis per ordini superiori a 50 euro, informa: «Disponibilità limitata: a causa dell' elevata richiesta, le fasce di consegna potrebbero essere limitate». Di fatto, Amazon non accetta ordini ormai da qualche giorno. Infine, Tigros offre solo l' opzione "Drive", ovvero si seleziona la spesa da casa e poi la si ritira personalmente recandosi allo spazio dedicato nei pressi del supermercato.

Perfino Cortilia, iniziativa che è nata online per la vendita di prodotti agricoli e artigianali, informa che «a causa dell' enorme richiesta, le consegne dei prossimi giorni potrebbero essere al completo»: infatti lo sono per i prossimi sette giorni e l' accesso al sito è consentito solo ai clienti con ordini già pianificati.
botteghe Per fortuna, molti Comuni dell' hinterland di Milano hanno inviato alla propria cittadinanza un elenco di servizi tramite le botteghe locali. Dai pasti a domicilio per gli over65, alla consegna di medicine a domicilio tramite la richiesta alla farmacia da parte di un medico che risponde a un numero specifico, a una lista di esercenti locali che hanno attivato una consegna a domicilio. «Si può ordinare la spesa al telefono e riceverla entro la giornata se l' ordine viene effettuato di mattina», si legge nel comunicato del Comune di Vimodrone.

Federico Gordini, presidente del gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Lombardia commenta: «I supermercati mettono tutto l' impegno possibile ma non esistono corsie preferenziali per anziani e categorie più deboli o con disabilità, per cui i punti vendita sono strapieni di anziani. Le piccole realtà invece si sono strutturate con servizi di vicinato, panettieri, fruttivendoli, farmacie si sono attivati immeditamente, "salvando" sopratutto gli anziani».

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