Si stringe il cerchio attorno ad Andrea Sempio dopo l’esito del test indipendente del Dna condotto dal tribunale. E ora anche il movente, secondo quanto trapela, sarebbe stato individuato dagli inquirenti, anche se stando alle indiscrezioni verrà rivelato soltanto in primavera. È questo il quadro che emerge dalle ultime fasi dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco, un giallo che a distanza di molti anni potrebbe consegnarci il più grande errore giudiziario nella storia d'Italia.
Tornando al test, gli accertamenti genetici eseguiti dalla perita nominata dal tribunale hanno isolato un profilo sul materiale biologico recuperato sotto le unghie della ragazza uccisa. Pur senza attribuire quel Dna a un individuo specifico, l’analisi del cromosoma Y ha ristretto il campo a un gruppo familiare estremamente circoscritto: il padre, alcuni parenti diretti, e una sola persona che in passato aveva avuto accesso alla villetta di via Pascoli. Si tratta di Andrea Sempio, oggi 37enne, amico del fratello di Chiara. La presenza di tracce compatibili con la linea paterna della famiglia Sempio, unita al fatto che nessun altro appartenente a quel ramo avrebbe mai frequentato l’abitazione, ha spinto gli investigatori a considerare il risultato come un elemento di forte rilevanza.
Garlasco? "Mano4sx", la carta segreta dei pm: succede di tutto
La Procura di Pavia due anni fa riaprì, senza il clamore mediatico di oggi, il dossier sull’omicidio di Chi...Parallelamente alle analisi genetiche, la procura di Pavia ritiene di aver ricostruito anche il possibile movente. Le fonti vicine all’indagine parlano di indizi molteplici che avrebbero rafforzato il quadro accusatorio nei confronti di Sempio, pur restando ogni dettaglio coperto dal segreto istruttorio. La linea del pubblico ministero è quella di chiudere il fascicolo all’inizio del nuovo anno, per poi avanzare una richiesta di rinvio a giudizio.
Un passaggio decisivo potrebbe riguardare anche la posizione di Alberto Stasi. La procura pavese valuta infatti l’ipotesi di trasmettere gli atti alla procura generale di Milano affinché si pronunci su un’eventuale revisione della condanna definitiva. Nel caso in cui il nuovo scenario investigativo trovasse conferma nelle sedi giudiziarie competenti, Stasi potrebbe essere riconsiderato non più come l’autore del delitto, ma come la vittima dell'errore giudiziario, come già detto, tra i più gravi della storia italiana.




