Ha patteggiato una pena di un anno e quattro mesi il sacerdote conosciuto dai fedeli come Don Pino, cappellano di un ospedale vicino a Padova, finito al centro di un procedimento penale con l’accusa di aver picchiato e rapinato la sua ex amante. Una vicenda - ricostruita da Il Messaggero - che ha suscitato non poco clamore. Il parroco aveva aggredito la settantenne , colpendola alla testa con un lingotto per costringerla ad aprire la cassaforte, la donna è stata salvata grazie all’intervento del figlio che aveva immediatamente chiamato le forze dell'ordine.
I fatti risalgono al settembre del 2021, secondo l’accusa, il prete avrebbe strattonato e colpito più volte alla testa la vittima. Solo grazie all’arrivo del figlio e delle forze dell’ordine, la rapina non si è consumata. La donna fu medicata in ospedale con sette giorni di prognosi. Giuseppe M., 63 anni, sacerdote originario di un paese in provincia di Cosenza, avrebbe aggredito l’ex compagna “per procurarsi un ingiusto profitto”, strattonandola e colpendola ripetutamente alla testa con un lingotto d’argento. La violenza, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata finalizzata a costringere la donna ad aprire la cassaforte. Una volta aperta, il contenuto sarebbe stato riversato sul letto e alcuni monili in oro sarebbero stati inseriti dal 63enne in una busta di plastica con l’intento di impossessarsene.
L’aggressione sarebbe poi proseguita quando la donna ha tentato di chiedere aiuto. Dopo i fatti, la donna ha presentato denuncia al XIII Distretto di polizia Aurelio. Le indagini hanno portato al rinvio a giudizio del sacerdote. Nonostante un successivo tentativo della persona offesa di rimettere la querela — probabilmente legato alla relazione avuta in passato e al timore delle conseguenze giudiziarie per l’ex compagno , il procedimento è proseguito, trattandosi di reati procedibili d’ufficio. Prima del patteggiamento il sacerdote ha risarcito la vittima con 4mila euro, somma che la donna ha devoluto al Bambino Gesù.




