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Ricina, "le vite private" e le relazioni sentimentali dentro la famiglia: bomba dalla Procura

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mercoledì 29 aprile 2026
Ricina, "le vite private" e le relazioni sentimentali dentro la famiglia: bomba dalla Procura

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Nuovi approfondimenti sui campioni di sangue di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia di 50 e 15 anni, morte probabilmente a seguito di avvelenamento da ricina nei giorni delle festività natalizie a Pietracatella, in provincia di Campobasso. La procura di Larino ha affidato un nuovo incarico al Centro Antiveleni di Pavia, come confermato da fonti ufficiali. 

Al centro degli inquirenti però anche alcune tensioni familiari, in particolare quelle insorte tra una delle vittime e una parente. Scandagliate dunque le vite private persone coinvolte, alla ricerca di eventuali relazioni sentimentali passate

La nuova consulenza affidata al Maugeri di Pavia è la seconda che la Procura richiede: il primo lavoro è stato consegnato lo scorso 23 aprile e ha consentito di scoprire la ricina nel sangue delle due donne. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, inoltre, pare che la ricina somministrata a mamma e figlia possa essere stata sciolta in acqua. Nel sangue di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, erano stati trovati invece solo dei frammenti proteici compatibili, ma non in modo definitivo, con la ricina. Potrebbe essere stato avvelenato anche lui, ma una conferma non ci sarà mai, dal momento che con il passare del tempo la tossina tende a scomparire dal sangue.

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Nuovi esami, inoltre, potrebbero essere fatti anche sugli avanzi dei pasti consumati da Antonella e Sara prima di morire e sequestrati dalla polizia scientifica. In questura, intanto, continuano gli interrogatori di amici e familiari. "Durante l'incontro al Policlinico di Bari si darà la possibilità ai consulenti di parte di visionare al microscopio i vetrini ottenuti dai frammenti di organo prelevati in sede di autopsia il 31 dicembre scorso e durante l'incontro del 28 gennaio - ha fatto sapere la dottoressa Benedetta Pia De Luca, il medico legale che ha effettuato le autopsie sulle due donne -. L'analisi istologica è importante tanto quanto quella autoptica e serve a rilevare eventuali elementi non evidenziabili con la sola visione macroscopica degli organi". 

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