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Pietracatella, "La vittima sente il sapore della ricina?": la svolta, caccia a "Mister X"

sabato 16 maggio 2026
Pietracatella, "La vittima sente il sapore della ricina?": la svolta, caccia a "Mister X"

2' di lettura

Esiste un "Mister X" che a dicembre scorso, su forum e community online, faceva ricerche inquietanti sull’acquisto di grandi quantità di semi di ricino e sui rischi legati alla ricina, il potente veleno senza antidoto che ha ucciso Antonella Di Ielsi e la figlia 15enne Sara Di Vita nella notte tra il 26 e il 27 dicembre a Pietracatella, in Molise.La Procura di Larino ha chiesto l’intervento dello SCO (Servizio Centrale Operativo) della Polizia per identificare questo utente anonimo e verificare eventuali collegamenti con il duplice omicidio.

Tra le ricerche attribuite allo stesso nick name, come ricorda ilMessaggero, ci sono domande come: "L’acquisto di grandi quantità di semi di ricino online è tracciato?", "Come avvelenare un insegnante" e "Esiste qualcosa che agisce sul sistema nervoso centrale impedendo anche un solo grido?". In un post l’utente ha scritto: "Sto cercando di capire se la vittima finirebbe il pasto o sputerebbe tutto al primo boccone dal sapore amaro. È importante per il romanzo"

.Antonella (50 anni) e Sara avevano nel sangue valori di ricina 250 volte superiori alla soglia letale. Il marito e padre Gianni Di Vita ha mostrato invece una quantità minima. La cena del 23 dicembre è considerata il momento dell’avvelenamento: all’epoca i medici avevano pensato a un’intossicazione alimentare.Gli investigatori stanno analizzando tutti i dispositivi sequestrati alla famiglia, in particolare il telefono di Alice, la figlia maggiore assente da quella cena. Giovedì è stato sentito anche don Stefano Fracassi, il parroco che ha raccolto la confessione di Antonella il 25 dicembre, proprio mentre Sara iniziava a stare male.

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