La consulenza della dottoressa Cristina Cattaneo, antropologa forense di fama internazionale, ha portato alla luce un elemento fondamentale nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi: tutti i 12 colpi riscontrati sul suo corpo sono stati inferti mentre era ancora in vita.Secondo la perizia, nei primi momenti dell’aggressione Chiara era molto probabilmente “nelle piene capacità di reagire”. La dottoressa sottolinea che la vittima manteneva uno stato di coscienza conservato (vigilanza integra) e aveva la possibilità di mettere in atto reazioni protettive, di allontanamento dal pericolo e azioni finalizzate, come chiedere aiuto o cercare riparo, pur in presenza di dolore e stress acuto.
Questo quadro spiega la presenza di DNA sotto le unghie di Chiara, frutto di una “difesa passiva”. Solo i primi colpi potrebbero averne ridotto progressivamente le capacità difensive, ma non le hanno annullate immediatamente.La durata complessiva dell’aggressione, dal primo colpo alla morte, è stata stimata tra i 15 e i 20 minuti al massimo.
Questa ricostruzione contrasta parzialmente con quanto sostenuto dal medico legale dottor Marco Ballardini nella prima autopsia, secondo cui Chiara non avrebbe avuto il tempo di difendersi.I nuovi elementi forensi della Procura di Pavia si concentrano quindi proprio su questo aspetto: Chiara Poggi è stata colpita ripetutamente mentre era ancora viva, cosciente e in grado, almeno inizialmente, di tentare di reagire.




