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Flotilla, il "miracolo del vento": "Repubblica" si copre di ridicolo

martedì 2 giugno 2026
Flotilla, il "miracolo del vento": "Repubblica" si copre di ridicolo

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Se la Global Sumud Flotilla a sinistra è una religione, allora non bisogna stupirsi troppo della "impresa" di Repubblica che a pagina 6, in un pezzo detto nel gergo giornalistico "un sotto", presenta l'approdo di una delle imbarcazioni dei pro-Pal nella Striscia con questo titolo: "Il miracolo del vento. Barca alla deriva fino a Gaza". Il miracolo: siamo quasi alla blasfemia, ma tant'è.

L'entusiasmo per la cosiddetta "missione umanitaria" degli attivisti anti-Israele, è notevole. Soprattutto dopo quanto accaduto qualche settimana fa, con la deprecabile iniziativa del ministro della Sicurezza israeliano Atamar Ben-Gvir che dopo il fermo di centinaia di attivisti nelle acque internazionali al largo di Cipro, si era recato ad Ashod, dov'erano detenuti, inginocchiati e ammanettati a mani e polsi, solo per deriderli e umiliarli in diretta social.

Pazienza se, come denunciato dalle autorità israeliane, a bordo delle imbarcazioni della Flotilla di viveri e vettovaglie per il popolo di Gaza c'era poco o nulla. Che la missione fosse soprattutto politica e mediatica è ormai acclarato, al di là della propaganda. E Repubblica, come detto, si adegua.

"Assaltata da Israele, la Kasr-i Sadabat era rimasta senza equipaggio - riassume il quotidiano diretto da Mario Orfeo -. La corrente l'ha spinta con gli aiuti vicino a Khan Younis". Più che miracolo, dunque, bisognerebbe parlare di una semplice botta di... onde.

Perlomeno, a sinistra si riconosce che stavolta non c'è stato bisogno di alcun "sacrificio" da parte dei militanti filo-Gaza. Forse davvero bastava lasciare andare le navi al loro destino. Tanto più che a bordo, gli "aiuti" sarebbero riassumibili in qualche piccolo pannello solare e qualche scatolone con cibo e medicine. Nulla di paragonabile a quanto si poteva portare a Gaza attraverso i corridoi ufficiali, come spesso sottolineato da Israele. E pensare che l'imbarcazione era pure "l'ammiraglia", così ricorda Repubblica, del Circo-Flotilla.