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Camaiore, il papà killer ai pm: "Mirko violento, mia moglie mi picchiava"

giovedì 25 giugno 2026
Camaiore, il papà killer ai pm: "Mirko violento, mia moglie mi picchiava"

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Ha trascorso la notte nel carcere di Lucca, Piero Moriconi, 63 anni, il muratore che ieri pomeriggio ha ucciso sparando con il fucile da caccia la moglie Kety Andreoni, 51 anni, ed il figlio Mirko Moriconi, 24 anni.

L'omicida ieri sera è stato sottoposto a fermo di pg per il duplice omicidio dei familiari. I carabinieri lo hanno sentito, poi lo hanno trasferito dalla caserma di Camaiore al penitenziario. Gli accertamenti sono coordinati dal pm Elena Leone. Nel corso delle ore si sono confermati problemi nel contesto familiare in corso da diverso tempo, a partire dal fatto che Piero Moriconi non accettava l'omosessualità del figlio.

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Il giovane lavorava come cameriere e amava fare il cantante amatoriale. La mamma, in qualche modo, si era schierata dalla parte del figlio, con le sue scelte - così viene ricostruito - ma col tempo ci sarebbero stati sempre più attriti e conflitti fra i tre. Una tensione culminata ieri pomeriggio nel duplice omicidio. Mentre aspettava di essere arrestato, l'uomo avrebbe detto ai parenti - arrivati sentendo gli spari - "Mi sono liberato" come a volersi giustificare con loro che il suo livello di sopportazione aveva superato la guardia.

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Le parole, sconvolgenti, dell'uomo ai pm confermano questa ricostruzione. "L'ho fatto perché andava fatto", ha ribadito il 63enne sostenendo che alla base della discussione sfociata in tragedia ci fossero i soldi: "Mio figlio non faceva altro che chiedermi soldi. E allora a quel punto ho preso il fucile e ho sparato a tutti e due".  L'avvocato di Moriconi sottolinea come "la situazione familiare del mio cliente era insostenibile da anni". 

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"Mio figlio era iperattivo e psichiatrico – ha fatto mettere a verbale l'uomo –. Era ingestibile e violento. E noi eravamo costretti a nasconderli in casa. Mio figlio aveva problemi di tossicodipendenza e di alcool: era violento". L'elemento dell'omosessualità di Mirko quale causa scatenante dei fortissimi attriti in famiglia è ribadita anche dal padre: "Io ero ansioso perché mio figlio era gay". Durante l'interrogatorio non ha fatto alcun riferimento alla volontà espressa dal figlio di cambiare sesso. Moriconi invece definisce la moglie come "una donna nevrotica: minacciava di lasciarmi da solo con mio figlio e poi di andarsene. Mi picchiava. Anche ieri lei ha preso le difese di lui: lo assecondava nelle richieste di soldi. C’è stata una discussione e ho preso il fucile e ho sparato a tutti e due".