Anche Mario Adinolfi si lancia sulle tracce di Shahadat Hossain, il bengalese che una settimana fa nel quartiere Casalotti a Roma ha fatto a pezzo a colpi di mannaia una bambina e i suoi genitori. Il giornalista, sui social, confessa di aver rintracciato un omonimo del killer: "Andrò a bussargli a casa per chiedere se conosce il suo omonimo (io se avessi in una comunità di meno di 40mila persone che vive nei miei stessi quartieri un coetaneo esattamente omonimo che si chiama Mario Adinolfi almeno per curiosità saprei chi è) e come funzionano i meccanismi della mafia territoriale del Bangladesh che a Roma gestisce i racket dei richiedenti asilo".
Il sospetto di Adinolfi è che qualcuno nella folta comunità bengalese della Capitale stia coprendo la fuga dell'assassino. Forse le stesse persone che ne hanno favorito l'ingresso nel nostro Paese. "Questo tizio - aggiunge Adinolfi - è arrivato in Italia portato da qualcuno di talmente potente che è riuscito a mascherare persino i sei precedenti per violenza sessuale ed estorsione che aveva nel suo Paese. Ci siamo tirati in casa un criminale fatto e finito e lo abbiamo travestito da richiedente asilo. Chi sono i complici italiani della mafia dei bangla che regalano così agevolmente i permessi da richiedente asilo?".
Madre, padre e figlia di 5 anni: sterminata una famiglia a Roma, killer in fuga
Una famiglia bengalese è stata sterminata a coltellate a Casalotti, periferia ovest di Roma. Nella serata di ieri...Il giornalista, punto di riferimento dell'area cattolica più tradizionalista, passerà ai fatti: "Andremo casa per casa, minimarket per minimarket, luogo di culto per luogo di culto musulmano a chiedere dove si annida a Roma la mafia del Bangladesh e chi ha protetto in passato e protegge ora Shahadat Hossain. Anche se temo che ormai sia stato vestito da donna grazie al reticolato islamico che permette di muoversi coprendosi il corpo e il volto, per farlo andare fuori dall’Italia attraverso un valico di frontiera incustodito".
Omicidio Casalotti, chi è davvero il killer: "Fa politica", la scoperta
Non era uno sconosciuto nella comunità bengalese di Roma. Molto prima che la sua foto segnaletica finisse al cent...Dopo la strage efferata, a cui è scampato solo il figlio maggiore della coppia massacrata, Hossain "era senza scarpe e con la maglietta impregnata di sangue, è sparito in queste condizioni dalla casa: chi lo ha aiutato a fuggire? Giornali e tg ormai tacciono su questo clamoroso fatto di sangue dove non si è avuto pietà neanche di una bimba. Noi non permetteremo né il silenzio né l'impunità".




