Non era uno sconosciuto nella comunità bengalese di Roma. Molto prima che la sua foto segnaletica finisse al centro della caccia all'uomo, Shahadat Hossain era un volto noto tra comizi, manifestazioni e incontri politici della Capitale. Il quarantatreenne bengalese, accusato del triplice omicidio avvenuto venerdì, compare infatti in numerose immagini diffuse sui social, spesso accanto ai dirigenti del Bangladesh Nationalist Party (BNP), il principale partito nazionalista e conservatore del Bangladesh. Gli investigatori stanno passando al setaccio proprio quella rete di relazioni costruita negli anni. Il sospetto è che qualcuno possa averlo aiutato a nascondersi o a lasciare l'Italia, dopo la strage costata la vita ai coniugi Uddin e alla loro figlia Arowa, uccisi a colpi di mannaia nell'appartamento di Casalotti, alla periferia nord-ovest di Roma. La polizia non esclude alcuna ipotesi.
Tra le possibilità al vaglio c'è quella che il ricercato abbia trovato sostegno tra amici, conoscenti o compagni di militanza politica. Gli accertamenti si concentrano anche sui rapporti coltivati all'interno della diaspora bengalese romana. Sui social, Hossain documentava con orgoglio la propria attività politica. In un post pubblicato nel gennaio 2025 mostrava l'organigramma della sezione romana del BNP. Accanto al suo nome compariva l'incarico di "segretario generale congiunto", ruolo che rivendicava “per fare politica fra i connazionali della diaspora bengalese”. Intanto nella comunità continuano a circolare indiscrezioni e racconti che gli investigatori dovranno verificare.
Omicidio familiare a Roma, chi è la belva: caccia all'uomo con i droni
E' stato identificato per Hossain Shahadat, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983, l'uomo che, ieri sera, avrebbe...Alcuni sostengono che tra Hossain e la donna uccisa esistesse un legame sentimentale nato anni fa in Bangladesh, nel villaggio di Noakhali. “Era lei la sua donna”, raccontano alcuni connazionali, riferendosi a una relazione che sarebbe stata interrotta da un matrimonio combinato. Resta però un dato certo: Shahadat Hossain è irreperibile da giorni. Si è dato alla fuga, avvenuta secondo diversi testimoni subito dopo il massacro. Nell'appartamento è sopravvissuto soltanto il figlio maggiore della coppia, Amir, ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli.




