Una beffa tremenda. Una storia surreale che arriva da Messina: un uomo, ristrutturando una casa, scopre 1.354 banconote da 100mila lire, pari a circa 70mila euro, ma Bankitalia ha risposto con un secco "no" alla sua richiesta di convertirli.
Il protagonista della vicenda è il signor Lanzafame, che pochi mesi dopo l'acquisto dell'immobile si è imbattuto nel tesoro dimenticato. Durante alcuni lavori ha trovato, in un'intercapedine e conservate all'interno di confezioni di Citrosodina tutte quelle banconote, che al cambio equivalcono, per la precisione, a 69.920 euro.
La scoperta è stata documentata anche da un video pubblicato su YouTube. Convinto di poter recuperare il valore delle banconote, Lanzafame si è quindi rivolto alla filiale della Banca d'Italia di Messina chiedendone la conversione in euro. La risposta di Palazzo Koch, però, è stata negativa. Secondo Bankitalia, i termini previsti dalla legge per il cambio delle lire sono scaduti da tempo e non esistono più i presupposti per procedere alla conversione.
L'uomo però non si è rassegnato ha deciso di rivolgersi all'Associazione Italia, realtà che segue da anni controversie legate alle vecchie lire, ai buoni postali e ad altri titoli di credito. Secondo l'associazione, il caso potrebbe presentare elementi tali da giustificare un ricorso davanti al giudice.
Al centro della controversia c'è il tema della prescrizione. L'associazione richiama infatti l'articolo 2935 del Codice civile, secondo cui il termine decorre dal momento in cui un diritto può essere esercitato. Poiché le banconote sarebbero state rinvenute soltanto nelle scorse settimane, il diritto alla conversione non avrebbe potuto essere fatto valere prima della scoperta. Da qui la tesi secondo cui la prescrizione dovrebbe partire dal ritrovamento e non dalla scadenza fissata dalla normativa sulle lire.
Si tratta tuttavia di un'interpretazione che, allo stato attuale, non è condivisa dalla Banca d'Italia e non trova conferma in precedenti giudiziari consolidati. L'orientamento dell'istituto continua infatti a considerare definitivamente chiusa la possibilità di convertire le vecchie banconote, salvo le eccezioni previste dopo l'intervento della Corte Costituzionale. Se Lanzafame deciderà di portare la vicenda in tribunale, sarà un giudice a stabilire se un ritrovamento fortuito come questo possa riaprire una partita che, per Bankitalia, è ormai chiusa da anni.




