Bottiglie d’acqua, tappi di plastica, brick di Estathé. Non stiamo parlando di bevande estive o di regolamenti Ue. Sono i risvolti per così dire “laterali” (ma non troppo) del giallo di Garlasco. A Zona Bianca, su Rete 4, Giuseppe Brindisi e i suoi ospiti trascorrono queste afose serate cercando di sviscerare tutto quello che ancora non è stato sviscerato. Difficile, visti i fiumi d’inchiostro e le ore di girato che si sono affastellati su Chiara Poggi, Alberto Stasi e Andrea Sempio dal 2007 a oggi.
Partiamo dalla villetta di via Pascoli e dal frigorifero di famiglia nel quale nel sopralluogo dopo il delitto gli inquirenti hanno trovato quattro Estathé chiusi e integri. Uno invece era finito nell’immondizia ed è proprio lì, su quella cannuccia che è stato rilevato il dna di Stasi. Confrontando le due foto emerge tuttavia qualcosa di strano: le etichette degli Estathé, con i loghi del Giro d’Italia 2007, sono diverse da quella del barattolino nella spazzatura.
Garlasco, video-choc in casa di Chiara Poggi: "Il sussurro dell'agente scatena sospetti terribili"
C'è un nuovo mistero che va ad alimentare i tanti dubbi sul giallo di Garlasco, quello degli Estathé t...Apparterebbero, insomma, a lotti di produzione differenti. Chi li ha acquistati, e quando? Viene mostrato poi il video degli inquirenti in casa di Chiara. «Si sente un agente dice “c’è l’Estathé” - sottolinea il reporter investigativo Luigi Grimaldi -. Un sussurro che viene catturato dal microfono della telecamera ed è inquietante, perché il fatto che ci si ponga in quel momento quella domanda ha dell’incredibile, solleva dei sospetti terribili che si aggiungono ad altri elementi, a parte la differenza dei barattolini. Io penso che quando le cose vengono fatte sistematicamente su un determinato tema non molto male, ma troppo male, bisogna porsi delle domande. Qui si apre un altro capitolo di questa vicenda: cioè, vogliamo ragionare anche sulla qualità delle indagini che sono state fatte?».
Garlasco, Sempio incastrato? "Bottiglia senza tappo, nessuna traccia"
Un nuovo elemento si aggiunge al giallo di Garlasco, una bottiglia d'acqua che Andrea Sempio, secondo il racconto de...Si passa a Sempio e alla bottiglietta d’acqua che secondo sua madre avrebbe acquistato a Vigevano la mattina dell’omicidio. Un alibi che scricchiola, a rigor di burocrazia. Interrogato, il 37enne ha detto di non ricordare se l’avesse bevuta o meno: «C’è stato un periodo in cui i bar a Vigevano ti davano le bottigliette senza tappo, per ragioni di sicurezza e cose così, quindi mi ricordo quel fatto lì». L’inviata di Brindisi va allora a spulciare in prefettura a Pavia e in Comune a Vigevano alla ricerca di quell’ordinanza: ma «della vendita di bottiglie senza tappo non vi è traccia». Davvero il caso giudiziario più complicato della storia della cronaca nera italiana potrebbe essere deciso da un cilindro di plastica?




