Sette arresti nel Foggiano per gli assalti fatti ai bancomat con la tecnica della "marmotta esplosiva". Ai fermati vengono contestati, a vario titolo, i reati di furto aggravato e continuato in concorso, e di fabbricazione, porto e detenzione di armi o esplosivi. L'attività investigativa, denominata "DEVICE", è partita nel luglio 2025 dopo l'assalto ai danni di uno sportello a Gissi, in Abruzzo. Le indagini hanno portato alla luce altri dodici colpi, ora contestati ai fermati, messi a segno dalla banda tra gennaio e settembre 2025. Colpi avvenuti nelle province di Chieti, Avellino, Campobasso e Potenza. Secondo gli inquirenti, il bottino derivante dai blitz agli sportelli ammonterebbe in totale a circa 220mila euro.
L'operazione dei carabinieri ha permesso di scoprire le modalità di azione della banda, che prima individuava gli obiettivi e poi pianificava le trasferte, o con auto rubate o con auto prese a noleggio. Il tutto utilizzando dei telefoni intestati a soggetti terzi. Dopodiché entravano in azione con la tecnica della "marmotta esplosiva" che, nonostante il nome, non c'entra proprio nulla con il roditore. Anche se due caratteristiche del dispositivo utilizzato dai banditi sembrano richiamarlo: il fischio dopo l'attivazione della miccia, che ricorda il verso del roditore, e poi la sua struttura, simile a quella dell'animale che si rifugia nella tana.
Prende il bancomat, viene accoltellato mentre scappa: arrestato il proprietario di casa
Ieri sera a Pescara, in una palazzina di via Aterno, un uomo di 36 anni è stato colpito con diversi fendenti di c...L'assalto prevede l'utilizzo di una lastra di ferro su cui viene fissato il congegno esplosivo che viene così infilato a forza in una delle fenditure degli sportelli, quasi sempre quello dell'emissione delle banconote. Una volta dentro, l'esplosivo viene fatto detonare, sventrando il bancomat e, talvolta, anche tutto ciò che c'è intorno. In questo modo i criminali riescono ad appropriarsi delle banconote contenute all'interno dello sportello.




