Il tribunale del Riesame di Torino, accogliendo il ricorso presentato dalla procura, ha disposto il carcere nei confronti del 42enne commesso di origine bengalese accusato di aver palpeggiato la 13enne che si era recata nel minimarket dove l'uomo lavorava per acquistare alcune bevande per i fratelli.
La procura si era appellata chiedendo per l'uomo il carcere dopo che il gip non aveva convalidato il fermo, ma disposto l'obbligo di firma quotidiana alla autorità giudiziaria. Il tribunale del Riesame dopo l'udienza di ieri ha accolto la misura avanzata dal pm disponendo la misura di custodia cautelare in carcere anziché l'obbligo di firma. Per il 17 settembre, intanto, è fissata l'udienza, sempre davanti al tribunale del Riesame, del ricorso presentato dal legale dell'uomo sempre sull'ordinanza del gip.
In occasione del riesame, il 42enne aveva fatto avere al tribunale una lettera, nella quale affermava di volersi rivolgere a degli specialisti per essere aiutato: "Ho deciso di rivolgermi a un centro di ascolto per uomini che hanno commesso brutti gesti su donne e bambini per avere un supporto psicologico. Il mio avvocato mi sta aiutando a cercare un centro, anche se non è facile, anche perché non conosco l'italiano. Farò un corso di lingua per poter iniziare un percorso con esperti. Non voglio più tornare in quel minimarket - scrive - finché non avrò concluso un percorso psicologico io non lavorerò mai più a contatto con il pubblico, perché so che non deve mai più accadere una cosa simile. Il mio obiettivo, adesso, è trovare una mansione defilata, sperando che qualcuno mi assuma nonostante il clamore mediatico della vicenda".




