Aria di separatismo in Italia, anzi nel Sudtirol e tutto comincia a fine agosto, a Magdeburgo. Al congresso nazionale di "Generation Deutschland", il movimento giovanile dell'Afd, viene celebrato Ulrich Siegmund, lo spitzenkandidat che una settimana dopo trionferà alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. Sul palco, tra interventi a favore della remigrazione, prediche antieuropee ed esaltazioni dell'etnopluralismo, arriva anche Melanie Mair, portavoce dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit.
A registrare il suo intervento è Markus Bensmann, giornalista di Correctiv, che ha poi girato la registrazione a Repubblica. E dalle parole di Mair emerge una ricostruzione dei rapporti tra Alto Adige e Stato italiano fortemente critica. Secondo la politica altoatesina, dopo il 1945 l'Italia avrebbe "fatto sempre politiche contro la nostra identità". Mair definisce inoltre "combattenti per la libertà" i terroristi del Bas degli anni '50 e '60, protagonisti di una serie di 350 attentati durata oltre quindici anni. "Era per attirare l'attenzione su di sé", sostiene. Poi accusa lo Stato italiano: "Fino a 40mila forze dell'ordine furono mandate nelle nostre terre. Ci fu un'enorme ondata di arresti e quasi tutti i nostri combattenti per la libertà furono messi in prigione". Nel racconto della portavoce seguono "carcere e torture da parte dei carabinieri italiani". Alcuni terroristi, sostiene, "hanno anche perso la vita".
E definisce "carabinieri seviziatori" gli appartenenti alle forze dell'ordine ai quali sarebbero state poi "date persino delle onorificenze". Nel testo viene ricordato che quindici poliziotti e carabinieri furono tra le vittime del terrorismo altoatesino. Poi la secessione. "Il “mescolamento” con gli italiani “non può essere un'opzione, per noi", afferma Mair. "Siamo una minoranza in uno Stato straniero". E ancora: "Noi sudtirolesi non abbiamo nulla a che fare con lo Stato italiano, con la sua lingua o la sua cultura". Infine l'obiettivo: "Dobbiamo fare di tutto per liberarci da questo Stato e imboccare la strada dell'autodeterminazione". Il rapporto con l'Afd non sarebbe nuovo. Jean-Pascal Hohm, oggi leader di "Generation Deutschland", era già stato in Sudtirolo su invito della Süd-Tiroler Freiheit. Sabato scorso è tornato in Italia, a Termeno, accolto da Mair in costume tirolese. L'iniziativa è stata contestata da circa 200 persone ed è avvenuta contro la volontà del sindaco Wolfgang Oberhofer.
Simonetta Nardin, direttrice di Salto, definisce il sodalizio "particolarmente preoccupante" e avverte: "Risvegliare e aizzare queste tendenze nazionaliste è pericoloso e irresponsabile".




