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L'aria che tira, l'affondo di Paolo Mieli a Travaglio: "Quel giornale di cui non ricordo il nome..."

giovedì 1 ottobre 2026
L'aria che tira, l'affondo di Paolo Mieli a Travaglio: "Quel giornale di cui non ricordo il nome..."

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Al centro del dibattito nel corso dell'ultima puntata de L'aria che tira, su La7, le divisioni interne al campo largo sull'invio delle armi all'Ucraina. È noto come il Movimento 5 Stelle sia fermamente contrario all'invio di armi, mentre il Partito Democratico sostiene la prosecuzione delle forniture militari. Sulla questione, ospite nello studio di David Parenzo, interviene Paolo Mieli. L'ex direttore del Corriere della Sera, non senza ironia, si spiega così la posizione di Giuseppe Conte. "Tu devi sapere - dice Mieli al conduttore - che il giornale di riferimento del presidente Conte, di cui non ricordo il nome..., dice che quei droni sono tutti ucraini, capisci, ogni giorno". 

"Beh credo che sia questo qua, il Fatto Quotidiano", risponde Parenzo mostrando una copia del giornale diretto da Marco Travaglio. "Non me lo ricordo, è inutile che me lo fai vedere", insiste Mieli. "Scusa, io scrivo libri, ma non mi ricordo il nome" aggiunge. Parenzo sta al gioco: "E io ti dico che si chiama il Fatto Quotidiano".

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Mieli va avanti nel suo ragionamento: "Ogni giorno gli infila nella mente a Conte che sono droni ucraini, oppure che per sbaglio hanno sconfinato... e quindi non ha mai, dico mai una volta, l'idea che 'questa volta i russi l'hanno fatta grossa'". "Io - prosegue - ho una regola. Quando un giornale o uno scrittore il 100% delle volte dà ragione a una parte e torto a un'altra, gatta ci cova, capisci. E siccome Giuseppe Conte preferibilmente si alimenta di notizie su quel giornale di cui non ricordo il nome... È divertente, la mattina leggo 'droni ucraini travestiti da russi'". 

Il siparietto prosegue. Parenzo ribadisce: "Sì, diciamo che il giornale che tu non ti ricordi è il Fatto Quotidiano che spesso mette in dubbio...". "Tu mi vuoi fare litigare con Il Fatto Quotidiano, ma neanche morto", lo interrompe Mieli. "Senti io scrivo libri, non voglio... si chiama il Fatto Quotidiano", ammette alla fine l'editorialista. Che poi si fa serio e conclude riconoscendo quelli che, secondo lui, sono i lati positivi del giornale di Travaglio: "Fammi aggiungere che su molte cose ha ragione, perché molti, tu le hai chiamate fake news, molte delle cose che in Europa vengono descritte come mandate dai russi, poi si scopre che era un impiccio molto più complicato. Ma io lo leggo apposta, perché quando vedo che mi beccano in castagno, beccano in castagno le persone che io stimo di più, gliene do atto, lo sottolineo e me lo annoto. Solo che è impossibile che sono tutti i droni ucraini...". 

Guarda l'intervento di Paolo Mieli a L'aria che tira su La7

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