Ci mancavano solo i professori con la fobia dei militari. Siamo in Puglia, dove la crociata contro le divise che difendono il nostro Paese è guidata dall’osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Eh già... Il referente di questo gruppo di docenti - come raccontato da Repubblica - è Michele Lucivero, insegnante a Molfetta e a Corato nonché sindacalista dei Cobas. Per lui e per i colleghi sarebbe in corso «una martellante retorica di guerra».
Il motivo? Udite udite, alcune scuole organizzerebbero delle giornate aperte insieme ai nostri militari, dove i soldati raccontano a ragazzi e ragazze i valori su cui si basa la nostra Repubblica, cosa significa giurare fedeltà al nostro Paese, qual è il significato della bandiera italiana e perché i nostri uomini in divisa decidono di dedicare la loro vita alla difesa della Patria.
In occasione di alcuni di questi incontri con le scuole, accade che i giovanissimi vengano invitati a visitare le basi militari sparse sul territorio italiano. Apriti cielo... L’osservatorio ha voluto manifestare tutta la sua indignazione per alcune immagini risalenti a una di queste giornate. A inizio settembre alcuni bambini sono stati fotografati vicino a mezzi militari o con le armi dei soldati tra le mani. Tutto ovviamente in assoluta sicurezza, sotto la supervisione dei militari. Sono stati proprio loro a confermare che è cosa assai frequente che qualcuno chieda di avvicinarsi ad armi e veicoli.
Giorgio Cremaschi querelato da Valditara dopo il post-choc: "Torna l'orrore"
Giorgio Cremaschi querelato da Giuseppe Valditara. Nel mirino un post con le accuse di razzismo datato 15 genn...Del resto, soprattutto quando si tratta di bambini, la curiosità verso qualcosa di nuovo è assolutamente normale. Ma per i docenti pugliesi no. Per loro si tratta di propaganda bellica. Martedì il gruppo di prof ha presentato a Bari, nella sede del Consiglio regionale, un dossier in vista della marcia della pace Gravina-Altamura in cui ha elencato le tappe di quella che viene definita una «indebita invasione di campo». Addirittura i professori sarebbero arrivati a contestare la presenza dei ragazzi di un liceo alla commemorazione delle vittime delle foibe nella caserma di Picca di Bari. Il paradosso è servito: in nome del solito finto pacifismo si finisce per colpevolizzare chi spiega ai ragazzi cosa significa difendere il proprio Paese, preservandone la pace.




