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Bolzano, casa col giardino (gratis): ma gli immigrati la rifiutano

di Francesco Storacevenerdì 6 novembre 2026
Bolzano, casa col giardino (gratis): ma gli immigrati la rifiutano

3' di lettura

Agli africani non piacciono le case che reputano “piccole” per i loro nuclei familiari e quindi rifiutano le generose offerte dei comuni. Succede in provincia di Bolzano, a Falzes, in Pusteria.

L’amministrazione ha messo a disposizione di una famiglia di immigrati una casa gratuita di 90mq con giardino; ma i gentilissimi beneficiari hanno rifiutato ritenendola troppo piccola perché avevano intenzione di farci venire tutta la famiglia dall’Africa. Chissà se è adatta la parola vergognoso. Al Comune di Falzes, nell’ambito del piano di accoglienza fortemente voluto dall’assessora provinciale Rosmarie Pamer (Svp) era arrivato un bene reso disponibile per l’accoglienza: un appartamento ristrutturato in una casetta bifamiliare di circa 90mq con giardino, in zona centrale. Sul mercato privato - tanto per dare un’idea - un immobile del genere, in un’area con forte carenza abitativa, vale mezzo milione di euro o più. Il che non è detto che vada letto come politica di favore; ma un atto di umanità viene cancellato dall’atteggiamento di chi doveva riceverlo. La famiglia proveniente dal Togo (arrivata in cinque persone) ha rifiutato l’alloggio sul posto, sostenendo che fosse troppo piccolo e con un numero insufficiente di posti letto.

Secondo quanto riferito alla stampa locale dal sindaco Roland Tinkhauser, gli africani in questione si erano lamentati perché i letti non erano otto: qualcuno aveva assicurato loro che avrebbero potuto far arrivare altri parenti stretti dall’Africa. Non ci hanno dormito nemmeno una notte: sono entrati, hanno visto e se ne sono andati. Il sindaco ha definito la situazione «inconcepibile» e la giunta ha ufficialmente rinunciato a destinare quella casa ai migranti. Eppure il comune rammenta di aver già ospitato in passato altri migranti o profughi (gli ultimi erano stati ucraini) senza problemi di questo tipo. La decisione di ritirare la disponibilità nasce proprio da questo episodio e dalla necessità di non lasciare i Comuni “all’oscuro” sui nuclei familiari in arrivo. Ovviamente il contesto più ampio è il piano di redistribuzione delle famiglie straniere da Bolzano verso i Comuni dell’Alto Adige (circa 90-94 nuclei), con un contributo forfettario ai Comuni e una compartecipazione ai costi da parte delle famiglie.

Non si tratta di un “regalo illimitato” senza condizioni, ma di un percorso di accoglienza temporanea finalizzato all’autonomia. Sacrosanta la reazione del sindaco e della giunta: offrire un alloggio decente e gratuito (o fortemente agevolato) in una zona dove le case scarseggiano, e ricevere un rifiuto motivato dalla volontà di far arrivare ulteriore famiglia dall’estero, viene percepito come un’aspettativa eccessiva rispetto a quanto il sistema di accoglienza può e deve garantire. Le regole sul ricongiungimento familiare esistono e hanno limiti; non è automatico poter portare “tutta la famiglia” dall’Africa solo perché si è in Italia. Ci hanno scambiato per il Bengodi. Ovviamente silenzio dalla sinistra locale. Niente Verdi, niente Pd, niente Team K, niente sinistra altoatesina. Silenzio totale. Perché se parlano, devono dire una di queste due cose: o difendono la famiglia del Togo che rifiuta una casa da 90mq gratis, e si mettono contro tutti i pusteresi che quella casa non la possono avere; oppure danno ragione al sindaco di Falzes e alla Süd-Tiroler Freiheit, e si mettono contro la loro base pro-accoglienza. Quindi hanno scelto la terza via: far finta di niente.
 

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