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Roberto Vannacci, il sondaggio con cui fa impazzire Majorino

di Claudia Osmettimartedì 4 agosto 2026
Roberto Vannacci, il sondaggio con cui fa impazzire Majorino

3' di lettura

C’è uno spettro che s’aggira per le comunali del 2027 a Milano, ma non ha proprio niente a che vedere coi kompagni nostalgici della rivoluzione marxista. Anzi. È tutto l’opposto, diciamo “all’incontrario”. Il generale Roberto Vannacci che ha tirato su un partito (Futuro nazionale) in qualche mese appena, a cui pur qualche piccolo scivolone è capitato (vedi l’affaire Carleo, al secolo l’imprenditore Luca Carleo, fresco fresco di nomina come responsabile vicario del movimento per la Lombardia e immediatamente dimesso perché già indagato dalla procura meneghina circa alcune presunte frodi di carattere finanziario), che a Palazzo Marino ha già arruolato “scippandolo” a Forza Italia uno come Luca Bernardo (che qualcosina, in fatto di elezioni amministrative e ricadute milanesi, sa), vola nei sondaggi della Madonnina. Vola, almeno, nella rilevazione dell’Osservatorio elettorale dell’istituto di ricerche Gpf (gruppo Qubit) che Libero ha pubblicato la settimana scorsa: è il terzo per gradimento, Vannacci, il primo non di area centrosinistra e distacca, considerando il margine d’errore di queste fotografie che è sempre meglio tenere a mente, solo di 2,3 punti percentuali l’ex direttore di Repubblica Mario Calabresi e di 2,8 il consigliere regionale democratico Pierfrancesco Majorino.

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EFFETTO SORPRESA
Oibò. Nel senso che sorpresa, Vannacci, oramai lo è solo per chi non segue la politica e non guarda la televisione, però un balzo del genere (tanto per capirci, l’intenzione di voto per Maurizio Lupi, il primo politico di centrodestra in corsa, è di quasi della metà perché il leader di Noi moderati arriva a convincere il 6,7% degli Grazie per la fiducia». Che è un po’ un atto dovuto e un po’ un dato di posizionamento. Vuol dire che, signori, piaccia o no, Vannacci c’è. O meglio, lui personalmente è abbastanza improbabile («Presto renderò pubblico il nome del candidato sindaco di Milano di Futuro Nazionale», prosegue rivolgendosi alla sua platea, «un nome importante, una professionalità riconosciuta, una garanzia d’efficacia ed efficienza che potrà esaudire le giuste aspettative di tutta la popolazione meneghina»), quantomeno non come prescelto sulla scheda nelle urne della città, tuttavia i futuristi vannacciani si possono ignorare no nemmeno a Milano. Voto di protesta, voto consapevole, voto per un cambiamento netto perché così-non-si-può-più-andare-avanti: chiamatelo come vi va, il concetto non cambia.

FIUTARE IL PERICOLO
E, guarda il caso, chi è il primo che risponde, che scatta a molla, che fiuta il pericolo, se non l’avversario per antonomasia, quello più a sinistra della rosa (per ora) proposta, il capolista indiscusso (della classifica momentanea) che deve guardarsi dagli altri ma anche dai suoi? Già, l’auto-candidato Majorino: «Vannacci pubblica un recente sondaggio che sta circolando in questi giorni tra tutti i candidati sindaco possibili e immaginabili nel quale in termini di gradimento sarebbe terzo. Lo fa per mostrare i muscoli», si sfoga l’ex assessore al Welfare di piazza Scala sui suoi profili on-line.

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Un botta e risposta tutto virtuale, ecco. Ancora ipotetico. Ché è la politica 4.0 del nuovo millennio: «In quel sondaggio il primo sarei io» (c’è chi fa sfoggio dei bicipiti e chi della propria vanteria). «E così, vari supporter del fascista si scatenano in commenti e insulti contro di me. Ve la dico semplice: ci fate andare avanti con ancora più convinzione. E a Milano, la destra, la batteremo». Circa sfottò, offese e contumelie della rete per carità, qualificano chi le scrive più di chi le riceve indipendentemente dalla parte che le lancia su internet. Ma per il resto viene in mente quel vecchio film in bianco e nero con Elisabeth Taylor e Richard Burton, glorie di un cinema che non ne fanno più, ma va così quasi per tutto: (oggi) chi ha paura di Roberto Vannacci?