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Venezi contro i lavoratori della Fenice: "Posti tramandati di padre in figlio"

domenica 26 aprile 2026
Venezi contro i lavoratori della Fenice: "Posti tramandati di padre in figlio"

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Nuova polemica contro Beatrice Venezi, che a ottobre assumerà l’incarico di direttore musicale del teatro La Fenice. A fare da detonatore, stavolta, è il contenuto di un’intervista rilasciata da Venezi al quotidiano argentino La Nacion. Questo il punto incriminato: «Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio». Parole che lasciano intendere una scelta tutt’altro che meritocratica dei musicisti.

Poi Venezi ha aggiunto altre considerazioni sulla necessità di un cambiamento: «Questo è il punto principale. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini. Ma è così che muore un teatro». E ancora: «La Fenice non ha mai collaborato con il Festival del cinema o la Biennale d’arte. L’orchestra e il coro non lasciano quasi mai l’isola. Non è così che si raggiungono nuovi pubblici. Si potrebbero realizzare progetti congiunti. Mi piacerebbe creare una serie di concerti che integrino elementi naturali, con una doppia performance (visiva e musicale), con artisti della Biennale».

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Insorge la Rappresentanza sindacale unitaria della Fenice: «Si tratta di affermazioni gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle professoresse e dei professori d’orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale. Offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale, ma un attacco diretto all’identità stessa della nostra Fondazione». Le maestranze bollano le dichiarazioni di Venezi come «incompatibili con le condizioni necessarie per costruire un rapporto di fiducia e una collaborazione artistica proficua». Critico anche contro il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi, a sua volta contestato dal loggione due giorni fa: «Naturalmente non condivido le affermazioni del maestro Venezi, in quanto conosco l’orchestra, ho avuto modo di conoscerla in questo anno, da quando sono stato nominato sovrintendente, e di apprezzarne le qualità». Solidarietà all’orchestra anche dal capogruppo del M5S al Senato, Luca Pirondini: «È il momento che Beatrice Venezi faccia un passo indietro».

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