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Beatrice Venezi, la clamorosa denuncia: "Ecco i nomi dei figli di"

di Roberto Tortoramercoledì 29 aprile 2026
Beatrice Venezi, la clamorosa denuncia: "Ecco i nomi dei figli di"

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Non sono giorni facili per Beatrice Venezi, trentaseienne direttrice d’orchestra finita al centro delle polemiche dopo che il suo incarico alla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia è stato revocato. Fatale un’intervista rilasciata al quotidiano argentino “La Nacion” in cui ha accusato l’ambiente del teatro di pratiche nepotistiche. La Venezi, che a Buenos Aires ricopre un ruolo di prestigio al Teatro Colon (Direttore Principale Ospite), chiarisce ora la sua posizione in un’altra intervista, stavolta al Corriere della Sera: “Vogliamo dire della disparità di trattamento da parte della fondazione nei miei confronti? Colabianchi ha concesso all’orchestra di fare una campagna di odio contro di me, con spillette e lancio di volantini, dando al mondo un’immagine scadente della Fenice. Hanno messo in discussione la mia competenza, il mio talento, il mio percorso. Sono arrivati a dire che il Colòn di Buenos Aires è un teatro di provincia. Per dire del savoir faire, le rivelo che ho saputo dell’annullamento dall’Ansa. Il sovrintendente mi ha spedito una mail senza farmi prima una telefonata”. Sul nepotismo alla Fenica, la Venezi spiega: “Mai detto che i posti di orchestrali si tramandano di padre in figlio. Il mio era un paragone tra la mia situazione e quella presente nel nostro mondo. Io non vengo da una genealogia di musicisti, mi sono fatta da sola e nessuno ha avuto per me il minimo rispetto, umano prima che artistico”.

Poi, però, fa i nomi dei presunti figli di: “Ad esempio Marco e Anna Trentin, attualmente in organico, parenti dello storico oboista della Fenice, Giorgio. Magari sono i migliori sulla piazza, oppure no. Ma è evidente che ci sia una facilità. Al momento di scegliere, l’appartenenza a una famiglia di musicisti gioca un ruolo. Un vantaggio competitivo che io non ho mai avuto”. La Venezi, quindi, nega favoritismi di governo: “Eh no! Io sono stata scelta dal sovrintendente. Fossi stata scelta da Giorgia Meloni sarei ancora alla Fenice. Non ho sentito nessuno di FdI". Ed ecco l’attacco a Corrado Augias: “Prima di salire sul palco di Sanremo nel 2021 ero stata osannata persino da Augias, che definì ‘prezioso’ il mio libro, salvo poi, dopo il 2022, affermare in tv che non ero diplomata. Poi c’è stata la polemica sull’uso del termine maestro o maestra, la Boldrini mi ha attaccata e tutto ha preso una dinamica politica. Non ho mai avuto una tessera di partito, non devo niente a Roma, non ho mai fatto politica in vita mia. Mio malgrado sono diventata un simbolo di cambiamento. Questa destra aveva bisogno della mia faccia pulita e mi ha utilizzata e poi buttata via. Non sono stata difesa perché non sono organica al partito”.

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Venezi non risparmia altri attacchi a Colabianchi: “Si è trasformato nel perfetto cavallo di Troia a favore dei sindacati e della sinistra. Era più facile farmi fuori per mantenere il quieto vivere e tenersi il doppio stipendio, sovrintendente e direttore artistico. E l’orchestra mi ha così osteggiata per paura del nuovo, paura di uscire da una struttura consolidata in cui si è sempre fatto così. Meglio venti Traviata all’anno piuttosto che sperimentare repertori nuovi. Il sindacato non voleva abdicare al controllo artistico. La Fenice è un grande teatro, storico e prestigioso, ma come orchestra non figura nemmeno tra le prime cento. Ho trovato penoso che si siano paragonati ai Berliner”.

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