"Avrebbe preso più voti mio nipote Tommaso di Martella". Massimo Cacciari non ci è andato per il sottile e, di fronte alla disfatta del centrosinistra a Venezia, ha tirato in ballo l'attivista che a sua volta lo ringrazia per il complimento. "È una cosa rara e quindi molto gradita. Ma al di là delle battute, anche il tabaccaio all’angolo della strada, con tutto il rispetto dovuto per il mestiere, avrebbe ottenuto più preferenze", tuona senza mezzi termini sulle colonne del Corriere della Sera. Proprio qui il nipote del filosofo, nonché ex sindaco del capoluogo veneto, si lascia andare a un'analisi del voto.
Per prima cosa il candidato: "Il suo nome è una candidatura di nomenclatura, di apparato, decisa in tavoli chiusi, lontano dalle persone, dalla città. Con un programma, per carità non era nemmeno malvagio, ma stabilito tra segreterie di partiti, da persone che vivono in una bolla, fuori dal vero contatto con il territorio e i suoi bisogni. E sono riusciti a perdere persino a Venezia: ora devono andarsene tutti". Da qui la stoccata ai dem: "Il voto del Pd è stato letto come di apparato. Poi, c’è stata una nebulizzazione tra micro-nullità con visione da topo ragno per cui la massima affermazione del sé è diventare consigliere comunale. E infatti hanno avuto voti che nemmeno un prefisso telefonico".
Massimo Cacciari umilia Schlein: "Mio nipote a Venezia..."
Venezia brucia sulla pelle della sinistra. E un ex sindaco di peso affonda il colpo. "Pazzesco il crollo dell&rsquo...Parole tutt'altro che al miele sono quelle riservate al leader della Cgil. "Ho sentito in piazza a Marghera il Primo Maggio. Landini (Maurizio, segretario generale di Cgil, ndr) proprio a Marghera è riuscito a dire che le tasse le pagano solo i lavoratori dipendenti e i pensionati. Uno che era lì quel giorno e ha sentito quell’affermazione vota per forza Venturini che mai in 11 anni si è perso una sagra, un incontro. Dobbiamo dargli il merito dell’esserci". L'obiettivo dopo le urne? "Dopo cinque anni di resistenza, perché questo avremo di fronte, la speranza è che queste cariatidi non ci siano più e che si punti a opzioni civiche. E poi non prendiamoci in giro, Venezia e Mestre hanno esigenze e dinamiche diverse".




