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Trump-Meloni, la miserevole prima pagina del "Fatto" di Travaglio: "Ginocchiere"

sabato 20 giugno 2026
Trump-Meloni, la miserevole prima pagina del "Fatto" di Travaglio: "Ginocchiere"

2' di lettura

Rottura totale tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Dopo il G7 di Evian sembrava pace fatta. E invece, tutto il contrario. Il tycoon, infatti, ha fatto precipitare i rapporti diplomatici con le farneticanti affermazioni su Giorgia Meloni, che lo avrebbe "implorato" per una foto fino a farle "pena". Illazioni inaccettabili e incredibili, ovviamente smentite con toni durissimi dalla premier.

Una vicenda che ha sollevato un vespaio, una ridda di dichiarazioni quasi tutte a sostegno della leader di FdI. Ma anche un enorme caso diplomatico: Antonio Tajani che annulla l'imminente viaggio a Miami e il governo italiano che rende noto di voler disertare le celebrazioni per il 4 luglio a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore Usa a Roma.

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Poi c'è Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. Già, da quelle parti non possono lasciarsi sfuggire l'occasione per attaccare nuovamente Meloni, in barba al buonsenso e ai fatti. A parlare è la prima pagina del Fatto di oggi, sabato 20 giugno. Il titolo di apertura è dedicato allo scontro Trump-Meloni. E recita: "La guerra delle ginocchiere". Occhiello: "Trump umilia Meloni: implorava una foto, mi ha fatto pena". Dunque si parla di "premier isolata". Il tutto senza considerare la vignetta, che ritrae una Meloni stralunata con scritta: "Make a grande figuradimerda".

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Ma torniamo al titolo di apertura. Si prende atto del fatto che la banda-Travaglio prende per oro colato l'inverosimile resoconto di Trump. Ma, soprattutto, nel titolo si evocano ancora le disgustose "ginocchiere" citate dal capogruppo M5s, Francesco Silvestri, in aula. "Meloni ha indossato le ginocchiere per stare più comoda", aveva affermato. Una squallida allusione sessista condannata pressoché dall'intero arco parlamentare.

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Ma per il Fatto e per Travaglio, ovviamente, non c'è nulla da condannare. Scontato, considerato il fatto che il quotidiano in questione è il gazzettino del Movimento 5 Stelle. Tanto da tornare ad evocare le "ginocchiere" - e dunque la squallida allusione sessista - nel titolone di prima pagina sullo scontro con Trump. Un'evocazione, per giunta, priva di particolare senso: scrivere della "guerra delle ginocchiere" appare pretestuoso, privo di un significato specifico. Uno sfregio, sessista, per il gusto di sfregiare. Uno sfregio con cui difendere ancora l'indifendibile, Silvestri e quel M5s per il quale Travaglio è sempre più pronto a tutto.

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