Libero logo

Giustizia, emendamento del governo: così vuole cambiare la responsabilità civile dei magistrati

di Giulio Bucchidomenica 26 ottobre 2014
1' di lettura

Ricordate le misure sulla responsabilità civile dei magistrati promesse dal ministro della Giustizia Andrea Orlando? Dimenticatele: è lo stesso Guardasigilli a proporre misure di modifica al testo base della riforma, concordato da Pd, Ncd e Forza Italia. Un colpo di mano che fa infuriare i due partiti di centrodestra mentre il relatore del ddl, il socialista Enrico Buemi, ha minacciato anche di dimettersi.  Cosa cambia - Secondo gli emendamenti di Orlando, che recuperano l'impostazione iniziale del governo che aveva ricevuto il no di Ncd e Forza Italia, la responsabilità civile delle toghe andrebbe applicata "solo in rarissimi casi", che vanno dalla negligenza grave al travisamento grave del fatto, escludendo per esempio i casi in cui i giudici si discostino dalle sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione senza adeguate motivazioni. "Il mio emendamento è un punto di partenza, non di arrivo. "L'unica cosa in più che c'è rispetto alla legge Vassalli - spiega il senatore azzurro Francesco Nitto Palma, presidente della Commissione Giustizia del Senato -, oltre all'abolizione del filtro che era già stata fatta in commissione, è che i magistrati che oggi pagano, indipendentemente dall'entità del risarcimento, un terzo dello stipendio netto all'epoca del fatto, circa 20mila euro, adesso grazie a questi emendamenti del Governo ne pagheranno 25mila. Tutti gli altri, medici, ingegneri, dipendenti pubblici, continueranno a pagare il 100% per ipotesi di colpa grave". Orlando per ora minimizza: "Il mio emendamento è un punto di partenza. Con i sub-emendamenti si potrà migliorare il testo da noi proposto".