La sinistra e gli artisti impegnati, a senso unico. Walter Veltroni però si smarca e si schiera in difesa di Francesco De Gregori. Il cantautore aveva smontato il frame tipicamente progressista che impone agli artisti di scendere in campo contro il politico di destra di turno. Vedi Donald Trump o Giorgia Meloni. "Non bisogna usare i testi di Francesco De Gregori per raccontare le sue convinzioni più profonde. È facile, forse inutile. Lo faccio solo per dire che De Gregori non la pensa così da oggi, se ha cantato, negli anni Settanta, una preghiera laica 'per le persone facili che non hanno dubbi mai'. E 'per chi vive all’incrocio dei venti ed è bruciato vivo'", ha spiegato Veltroni in un articolo apparso sul Corriere della Sera.
Secondo l'ex sindaco di Roma è importante "salvaguardare, per tutti, la libertà di essere sé stessi. La sostanza profonda della parola libertà, quella che viene sradicata da tutte le dittature, anche culturali, che impongono di ragionare tutti alla stessa maniera". "De Gregori - ha poi aggiunto Veltroni - ha contestato un modo di pensare 'totalitario' privo dell’abrasione del dubbio, portato allo schieramento automatico invece che alla libera ricerca intellettuale. Mi pare che, con le sue parole, De Gregori non inviti chi ha legittimamente scelto di usare la propria arte o la propria popolarità per importanti cause sociali a non farlo".
Massimo Giannini a Piazzapulita, la rosicata per gli applausi a Meloni: "Di cosa è simbolo"
Il plauso di Confindustria a Giorgia Meloni va di traverso a Massimo Giannini. Ospite di PiazzaPulita in onda gioved&igr...Da qui una stoccata esplicita alla sinistra. "Non per caso tutto il mondo si va politicamente radicalizzando e i populismi - ha sottolineato Veltroni -, la sublimazione delle logiche semplificatorie, si affermano ovunque con sprezzo della ragione, come avviene con Trump. Nessuno più della sinistra dovrebbe invece amare il dubbio, la complessità del ragionare, la robustezza culturale di un impegno che nasce dalla ricerca e dalla coscienza della interrelazione delle cose del mondo e delle persone".
E infine: "Spesso la sinistra ha avuto paura dell’innovazione o di ciò che sfuggiva alla definizione, sovente arbitraria, di politicamente corretto. Invece dovrebbe capire che rinchiudersi nei bastioni di un fortino fatto di certezze assolute e gettare olio su chi manifesta pensiero altro, è dannoso e produce isolamento. Si può stare da una parte, ma con la testa libera, senza doversi sentire richiamare a ortodossie che non esistono più, per fortuna. E questo è vero per tutti, non solo per uno dei più grandi cantautori del nostro Paese".




