La battuta è da camerata, nel senso della caserma e non del credo politico di chi la pronuncia; per questo ce la si poteva aspettare più da un marmittone che da un generale a cinque stelle. Però il sessismo stavolta sta sulle labbra di chi fa la domanda e nelle orecchie di chi ascolta la risposta con malizia. Signornò signore, non c’è tregua nel campo di battaglia della politica, neppure se alzi le mani prima.
«Meglio una donna con la gonna corta o con la gonna lunga?», chiede la giornalista in vena di scoop. «Meglio una senza...», cade nell’imboscata Roberto Vannacci. L’avere precisato prima che scherzava, perché «a richiesta leggera rispondo con tono leggero», non lo salva da una raffica di critiche bipartisan. Capolavoro del leader di Futuro Nazionale, che mette tutti contro di lui anche quando scherza. «Se discuti con un fesso, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza», pare abbia detto Gregory Peck, che spesso in scena vestiva la divisa. E diciamolo, più che leggera, era scema la domanda, un po’ tendenziosa e tentatrice. Se avesse risposto la voglio con la gonna lunga, lo avrebbero accusato di patriarcato; se l’avesse preferita corta, gli avrebbero dato del maiale.
Vannacci: "Gonna corta o gonna lunga? Preferisco le donne senza"
"Visto che la domanda è leggera, rispondo in modo altrettanto leggero... Tra una donna con la gonna lunga e ...Il generale impara in fretta e probabilmente l’ha capito a sue spese. Nella mentalità progressista e politicamente corretta, porsi l’alternativa tra gonna corta o lunga significa partire dal presupposto che la donna è un oggetto, una merce sullo scaffale. La risposta giusta sarebbe stata: «Non mi sarei mai aspettato una domanda così squalificante del genere femminile fatta da una donna. Per me nelle persone conta solo il cervello e comunque nella scelta lei, cara signora, doveva includere anche gli uomini con la gonna. Cosa fa, discrimina, è per caso omofoba? Sappia che per me ognuno ha diritto a vestirsi come gli pare». Certo, a rispondere così zittisci la sinistra, che comunque non ti applaudirà mai, però rischi di bruciarti più di metà del consenso che sei riuscito a racimolare.




