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Cancro alla pelle, la nuova scoperta per ridurre del 42% il rischio recidiva

di Paola Natalimartedì 27 ottobre 2026
Cancro alla pelle, la nuova scoperta per ridurre del 42% il rischio recidiva

3' di lettura

E se un vaccino potesse aiutare a impedire al cancro di tornare dopo un intervento chirurgico? È questa una delle prospettive più interessanti che arrivano dalla ricerca sul melanoma, un tumore della pelle che, nelle forme più aggressive, può diffondersi ad altri organi. Come riportato dalla rivista scientifica Nature, un vaccino sperimentale sviluppato da Moderna, in collaborazione con MSD, sta mostrando risultati promettenti. La terapia, basata sulla tecnologia a mRNA, potrebbe ridurre sensibilmente il rischio che il melanoma si ripresenti nei pazienti già operati. Quando si parla di vaccini, si pensa subito alla prevenzione delle malattie infettive. In questo caso, però, l’obiettivo è diverso: aiutare il corpo a riconoscere le cellule tumorali e a combatterle.

Il vaccino viene preparato su misura per ogni paziente, partendo dalle caratteristiche genetiche del suo tumore. In questo modo, il sistema immunitario può imparare a individuare alcuni segnali specifici delle cellule malate. La speranza è che riesca a eliminare anche eventuali cellule tumorali rimaste nell’organismo dopo l’intervento, riducendo così la possibilità che la malattia ritorni. La sperimentazione ha dato risultati incoraggianti. Nei pazienti che hanno ricevuto il vaccino insieme a un farmaco immunoterapico chiamato pembrolizumab, il rischio di recidiva o di morte si è ridotto del 42% rispetto a chi ha ricevuto soltanto l’immunoterapia. È importante chiarire un aspetto: questo dato indica una riduzione relativa del rischio, non significa che il 42% dei pazienti sia guarito in più. Il risultato, tuttavia, è significativo. Dopo un intervento per melanoma, infatti, una delle paure più grandi è che il tumore possa ricomparire anche a distanza di tempo. Un trattamento capace di ridurre questa possibilità potrebbe fare una differenza importante per molti pazienti. La tecnologia a mRNA è diventata nota soprattutto durante la pandemia di Covid-19. Nel caso del melanoma, viene utilizzata con uno scopo diverso. In parole semplici, il vaccino fornisce alle cellule le istruzioni per produrre alcune proteine caratteristiche del tumore. Il sistema immunitario impara così a riconoscerle e può attivare una risposta contro le cellule che presentano gli stessi segnali.

La caratteristica più interessante è che il trattamento viene adattato al singolo paziente, perché ogni tumore presenta una combinazione di mutazioni che può essere diversa da quella di un altro. È ancora presto per dirlo. I risultati rappresentano un passo avanti importante, ma non dimostrano che il vaccino possa eliminare definitivamente il melanoma o funzionare allo stesso modo per tutti i pazienti. Serviranno ulteriori controlli per capire quanto a lungo duri il beneficio e se la terapia possa aumentare anche la sopravvivenza nel lungo periodo. Sarà inoltre necessario valutare attentamente gli effetti collaterali, i costi e i tempi necessari per preparare un vaccino personalizzato. La terapia non va quindi confusa con un vaccino già disponibile per tutti: si tratta di una strategia oncologica innovativa il cui utilizzo dipende dai risultati degli studi e dalle autorizzazioni delle autorità sanitarie.

La ricerca sul melanoma sta cambiando direzione. Accanto alla chirurgia e ai farmaci già utilizzati, si stanno facendo strada trattamenti sempre più personalizzati, progettati per aiutare il sistema immunitario a riconoscere la malattia. Il vaccino a mRNA di Moderna è uno degli esempi più promettenti di questo approccio. Se i risultati saranno confermati, potrebbe offrire a molti pazienti una possibilità in più per ridurre il rischio che il tumore si ripresenti. La strada da percorrere è ancora lunga, ma il messaggio è incoraggiante: grazie alla ricerca, la medicina sta imparando a combattere il cancro in modo sempre più mirato, partendo dalle caratteristiche del tumore di ogni singola persona. E per chi ha già affrontato un melanoma, sapere che la scienza sta cercando nuove soluzioni per impedire alla malattia di tornare rappresenta una prospettiva concreta di speranza.