Per qualche giorno Jannik Sinner ha davvero pensato di poter tornare in campo. Pechino non era una semplice speranza, ma un piano concreto: allenamenti sempre più intensi, test per verificare la risposta del ginocchio e perfino il viaggio già programmato. Poi, proprio quando il rientro sembrava vicino, il dolore è tornato a farsi sentire e tutto è saltato. Un’accelerazione che avrebbe potuto costare cara e che spiega meglio la prudenza con cui oggi il numero uno del mondo guarda al proprio futuro.
A metà settembre Sinner era tornato ad allenarsi a Montecarlo dopo settimane di terapie. Il lavoro è cresciuto gradualmente, fino alle sessioni più impegnative con Hubert Hurkacz, Hugo Jathiere e Flavio Cobolli. L’obiettivo era soprattutto capire la risposta della bandelletta ileo-tibiale nei movimenti più sollecitanti, quelli che in partita possono fare la differenza. Le sensazioni, inizialmente, erano abbastanza positive. Tanto che Sinner aveva comunicato agli organizzatori di Pechino l’intenzione di arrivare in Cina il 27 settembre e giocare tra il 30 settembre e il primo ottobre. Il viaggio era pronto. Ma prima della partenza è arrivata la ricaduta: il tendine ha ricominciato a fare male e il programma è stato cancellato.
"Non sarò in grado di giocare": Sinner si ferma ancora, l'ipotesi che fa preoccupare l'Italia
Jannik Sinner non parteciperà al Masters 1000 di Shanghai. Il numero 1 del tennis mondiale ha annunciato il forfa...Sinner e il suo gruppo sono così finiti a Milano, dove il giocatore ha svolto un nuovo consulto alla clinica Madonnina. L’indicazione è stata chiara: niente forzature, meglio continuare con le cure. Pochi giorni dopo, il 25 settembre, è arrivato il forfait ufficiale da Pechino: "Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni ideali, non sono pronto per competere”. Ancora più significativo lo scambio avuto con Anna Wintour durante la Fashion Week. "Pensavo che andassi a Pechino", gli ha detto la direttrice di Vogue. Sinner ha risposto: "Anch’io pensavo di andarci".
Sinner, dove l'hanno avvistato venerdì: ginocchio, l'ipotesi estrema (e inquietante)
C'è un enorme punto interrogativo sul futuro di Jannik Sinner: venerdì il 25enne fenomeno di San Candi...Poi, sulla possibilità di esserci nel 2027, una frase che oggi pesa ancora di più: "Beh, se non sono pronto per il prossimo anno è un bel problema". Quel viaggio mai iniziato racconta meglio di qualsiasi comunicato quanto sia stato complicato il percorso. Sinner ci ha provato, ha accelerato, ma il ginocchio ha imposto un altro stop. Ora il 2026 è finito e l’obiettivo è tornare senza commettere lo stesso errore.




