Accolto per due anni in un "Cas" ma aveva un lavoro. È la storia di un immigrato ospite di un Centro di Accoglienza Straordinaria di Scandicci. L'uomo però aveva un lavoro che gli aveva fatto percepire 13mila euro nel 2020 e oltre 23mila euro nel 2021. La prefettura di Firenze gli ha quindi sospeso l’erogazione dell’assegno sociale e revocato la misura dell’accoglienza, visto che nel frattempo il migrante, nato in Nigeria, aveva acquisito il diritto alla protezione umanitaria.
A quel punto si è mosso anche il Viminale che gli ha presentato il conto. Ossia, la restituzione di 20mila euro, un rimborso - riporta La Nazione - calcolato applicando il costo lordo pro-capite della convenzione in essere tra l’ente gestore e la Prefettura, pari a 28,60 euro al giorno, a partire dal mese successivo a quello del superamento della soglia dell’assegno sociale cioè dal 1° gennaio 2021 fino al 5 dicembre 2022. Risultato?
Rovigo, la ragazzina pestata da tre nordafricane al parco
Una violenza cieca e sconvolgente, in un parco pubblico in pieno giorno e sotto gli occhi di tutti, soprattutto giovani ...Il migrante ha fatto ricorso al Tar che gli ha dato ragione. Per i giudice il Ministero non ha tenuto conto della "proporzionalità" della sua richiesta, non avendo verificato l’attuale reddito dello straniero. Questi, nel ricorso, ha riferito che il gestore del Cas sapeva del suo lavoro, ma non lo aveva informato del costo che gli sarebbe stato addebitato se non avesse lasciato il centro di accoglienza. Il nigeriano puntualizzava anche di non essere in possesso della somma richiesta indietro, e di non poter sostenere quel rimborso neanche rateizzandolo.




