Ahmed, 23enne egiziano rimpatriato dall'Italia, potrebbe ora tornare nel nostro Paese. Il giovane aveva chiesto protezione internazionale perché il suocero in Egitto lo avrebbe voluto morto, ma la sua richiesta di asilo era stata rifiutata. Dunque, dopo un passaggio nel Cpr, era stato accompagnato alla frontiera e rimpatriato nel suo Paese. La Cassazione, però, ha ribaltato il quadro, dichiarando inefficace il provvedimento che aveva convalidato il trattenimento. Ora il 23enne, che nel frattempo era già tornato in Egitto, potrebbe dover fare il viaggio al contrario.
La Suprema Corte ha preso questa decisione, accogliendo il ricorso degli avvocati Andrea Giovetti e Stefania Rullo, quando Ahmed era già stato riportato in Egitto. I giudici, però, pur avendo fatto cadere il provvedimento sul trattenimento nel Cpr, non gli hanno riconosciuto la protezione internazionale, su cui dovrà comunque pronunciarsi il giudice di merito. Un vero e proprio paradosso. Il giovane era arrivato in Italia nel marzo scorso. Segnalato a Siracusa per l’ingresso irregolare nell’Ue, si era poi spostato a Torino, dove il 25 giugno aveva presentato domanda di protezione internazionale. Nato a Kanatir e senza precedenti penali, raccontava di lavorare al mercato e di pagarsi un posto letto in corso Giulio Cesare. Secondo la sua versione, avrebbe lasciato l'Egitto, dove vivono i genitori e i suoi cinque fratelli, per l'ostilità del suocero. Il padre della ragazza che lui avrebbe voluto sposare si sarebbe opposto alla relazione arrivando a minacciare Ahmed.
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"In Italia le regole si rispettano e chi delinque e non ha diritto di restare viene espulso e rimpatriato. Continua...La richiesta di protezione, poi, era stata respinta per manifesta infondatezza. E il giudice di pace aveva convalidato il trattenimento disposto dalla Questura. I suoi avvocati, però, hanno presentato ricorso sostenendo che il giovane, avendo presentato domanda di protezione internazionale, non potesse essere trattato semplicemente come uno straniero irregolare da allontanare, perché dopo il diniego era ancora pendente il termine per impugnarlo. E la Cassazione ha dato loro ragione. Quindi ora il giovane potrà tornare. E dato che l'udienza è stata fissata il 20 ottobre, gli avvocati hanno chiesto per Ahmed un visto di reingresso, così da permettergli di partecipare al procedimento.




