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Pensioni, allarme sui conti Inps: "Presto esplode tutto"

L'esperto Angrisani a Libero: "Usiamo 40 miliardi l'anno per tenere in equilibrio il sistema. Che fa acqua e non reggerà per molto"

Pensioni, allarme sui conti Inps: "Presto esplode tutto"

di Antonio Castro

 

«Le pensioni sono come un’immensa vasca da bagno. Da una parte c’è un rubinetto, contributi, che versa 1 litro al secondo, dall’altra c’è l’uscita. E il deflusso, le pensioni, è ben maggiore di quanto viene versato... Prima o poi bisognerà riportare in equilibrio entrate e uscite». Massimo Angrisani è un vero tecnico e semplifica, per i profani, la situazione del sistema previdenziale che è «tutt’altro che in equilibrio come si continua a ripetere...». Angrisani è un uomo dei numeri. Dal 1986 è ordinario, dal 1990 della cattedra di “Matematica finanziaria e tecnica attuariale per la previdenza” della facoltà di Economia de “La Sapienza” di Roma. Il docente dell’ateneo romano è uno dei pochi - non a caso è consultato da numerose casse previdenziali private - che si orienta tra le 15 riforme previdenziali degli ultimi 20 anni. Per inciso Angrisani è stato anche membro della Commissione di Valutazione della spesa previdenziale del ministero del Lavoro, bizzarramente svuotata, nel luglio 2011, e ora soppressa. 
La riforma delle pensioni è stata presentata come la “soluzione definitiva”. Questa volta possiamo stare tranquilli? 
«Non proprio... perché nonostante i tagli alle prestazioni, l’allungamento della vita lavorativa, e tutte le riforme approvate, il nostro sistema non ha accantonamenti. E lo Stato è costretto a sanare il buco trasferendo risorse per oltre 40 miliardi l’anno».
Se oggi lo Stato deve risanare l’equilibrio tra contributi e prestazioni, quando arriveranno in pensione tutti i baby boomers, nel 2030, a quanto ammonterà il buco? Lei ha fatto parte della Commissione di valutazione della spesa avrà fatto due conti...
«Quando facevo parte della Commissione ho chiesto di vedere i numeri previdenziali. Ma i membri della Commissione sono, bizzarramente, “senza facoltà di conto”. C’è una profonda mancanza di trasparenza su tutte le dinamiche previdenziali a cui si può supplire soltanto studiando i bilanci ex post. Ma non si può fare uno studio attuariale senza conoscere dinamiche del lavoro, retribuzioni e nel dettaglio la spesa pensionistica».
Però i bilanci consolidati dei maggiori enti previdenziali - Inps e Inpdap - testimoniano che il sistema ha bisogno di travasi continui...
«È per questo che negli ultimi 20 anni si sono fatte 15 riforme. Però non è riducendo l’indicizzazione, allungando la vita lavorativa e limando le prestazioni che si raggiunge l’equilibrio». 
Senza dimenticare la variabile della crisi economica...
«E infatti negli ultimi anni sono diminuiti i versamenti contributivi per effetto della chiusura di tante aziende. In più le pensioni future sono agganciate alla crescita economica del Paese. E gli italiani sono messi malissimo con tassi, quando va bene, vicini all’1,2% in termini reali, per il 2030».
Entro il 2030 - e questo i vostri calcoli attuariali lo hanno cristallizzato - andranno in pensione i famosi baby boomers. In più, visto il calo delle nascite, si avrà un rapporto critico tra lavoratori attivi e pensionati. Voi studiosi la chiamate “Onda demografica”. Cosa succederà tra 17 anni? 
«Esploderà ancora di più la spesa pensionistica e quindi, entro breve, visto che non si può continuare ad agire sulla leva dei contributi (oggi paghiamo circa il 33%, ndr), bisognerà rimettere mano al sistema con un’altra riforma».
Suggerimenti? L’ultima riforma ha già tagliato dove si poteva. Alzare i contributi è impensabile. Come se ne esce?
«Per esempio utilizzando l’enorme patrimonio immobiliare pubblico, stimato in oltre 400 miliardi, proprio per fronteggiare l’onda demografica. Non dico di alienarlo, venderlo o privatizzarlo. Suggerisco di farlo fruttare visti i ben poco lusinghieri risultati delle precedenti cartolarizzazioni. È un patrimonio che appartiene agli italiani ed è giusto che serva da garanzia per il sistema previdenziale». 
Una curiosità: perché non si possono conoscere i dati “sensibili”? 
«La conoscenza è potere. E questa è una materia “sensibile”...».
Insomma, se gli italiani sapessero la verità finirebbe con i forconi....  
«Appunto».
Precisazione: la Commissione di Valutazione è stata svuotata dei compiti nel luglio 2011 e i poteri di controllo finanziario sono stati delegati alla Covip. Autorità di vigilanza sui fondi complementari di nomina parlamentare e governativa.

 

 

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Commenti all'articolo

  • giorgio_collarin

    04 Dicembre 2012 - 03:03

    quelle d'oro, immeritate senza alcun dubbio, vanno cancellate!!! garantire una pensione onorevole per tutti quelli che hanno versato contributi!!! resta senza pensione chi non ha affatto versato contributi!!! anche i contributi figurativi vanno riveduti o cancellati!!! quando sono palesamente iniqui!!! togliere tutte le spudorate prebende!!!

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  • stefanopiero

    30 Novembre 2012 - 15:03

    Siamo sulla stessa barca. Facciamo così, facciamo i finanzieri, trasformiamo i nostri debiti con il fisco in obbligazioni e vendiamole alle banche. Quando verrà fuori la bolla fiscale saremo passati a miglior vita

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  • GeorgeB

    30 Novembre 2012 - 10:10

    Ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini: L'INPS non ce la fa? E'chiaro che si si fanno i conti così lasciando le cose allo stato attuale i conti non tornano. -Va bene che strapaghino uno come Mastropasqua che ha decine di incarichi e che quando andrà in pensione costerà quanto un centinaio di pensionati o forse più? -Va bene che l'INPS abbiamo proprieà immobiliari e quant'altro, da favola? -Va bene che continuiamo a dare pensioni d'oro a politici e pseudo tali, dirigenti, generali e nullafacenti vari della pubblica amministrazione? - va bene che non si tocchino mai i diritti acquisiti di questi tanti fortunati, ma si tocchino sempre quelli dei "già poveri" ?

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  • brunicione

    30 Novembre 2012 - 10:10

    Dove erano i FINI, i BERSANI, i BERLUSCONI, i BINDI,i NAPOLITANO insomma coloro che ci hanno governato negli ultimi 20 anni ?????? e i Sindacati e tutti i parlamentari quando votavano leggi del tipo " In pensione a 35 anni" (dopo 15 di contributi) questi irresponsabili, sono ancora al potere con stipendi da favola e perivilegi di ogni tipo.....Sono tutti questi che se ne devono andare...

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