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Le dritte

Come evitare le code all'Expo

Letteralmente preso d' assalto. Non c' è espressione migliore per definire la situazione del sito espositivo di Expo 2015 durante queste ultime settimane. Numeri alla mano, il successo è indiscutibile. E per chi ancora non ci crede, il bastian-contrario di turno, non c' è miglior cura di quella fotografica. Le code per i padiglioni durano anche ore, «a volte giorni» ironizzano alcuni volontari appostati all' esterno del padiglione giapponese, uno dei più gettonati. Non è così raro trovarsi immersi sul Decumano e sul Cardo in serpentoni di persone in fila indiana, controllati da addetti alla sicurezza del padiglione interessato dalla interminabile. I visitatori in attesa sono per lo più intenti a farsi aria con i ventagli di carta regalati all' interno di Expo o a coprirsi il capo dal sole con ombrellini di varia foggia e colore, nel più classico stile orientale.

Ma come sopravvivere a una giornata intera a Expo vedendo le principali attrazioni del sito espositivo senza passare da una coda all' altra? Il primo accorgimento, è senza dubbio anche il più scontato: studiate il sito espositivo. Vi sembrerà eccessivo, ma pianificare la visita aiuta a risparmiare minuti preziosi da spendere, ad esempio, alla scoperta di padiglioni minori o per riposarsi in una delle tante aree ristoro collocate all' interno dell' esposizione universale.

Altro accorgimento che può rivelarsi decisivo è quello di presentarsi almeno 30 minuti prima dell' apertura dei tornelli d' accesso. Preferibilmente utilizzando il parcheggio di Merlata, situato alla metà del Decumano: entrando da Sud e percorrendo il Cardo, si arriva in pochi minutia Palazzo Italia, uno dei padiglioni più frequentati di tutta l' esposizione e sicuramente da inserire nella top 5 delle installazioni da vedere almeno una volta.

Un altro accorgimento è quello di muoversi rapidamente: usciti da un padiglione bisogna avere sulla cartina già tracciato il percorso da seguire per raggiungere quello successivo. Il nostro consiglio è di selezionare 3 o 4 padiglioni "maggiori" e tuffarsi verso l' area più comoda per una visita immediata.

Come riconoscerli? Di solito sono quelli più fotografati e con più code all' ingresso come i già menzionati Palazzo Italia e Giappone, il Brasile, gli Emirati Arabi, la Germania, l' Austria e il Kazakhstan.

Un esempio. Se tra le vostre priorità c' è il Giappone, entrate dall' ingresso di Roserio, visitate per primo questo padiglione e poi spostatevi verso Austria e Germania, i due spazi più vicini. Se la vostra missione invece è vedere il più possibile un giorno solo, l' unico strumento è quello di scandire le vostre giornate con una precisione quasi militare. Prenotate online gli orari di visita di Svizzera e Inghilterra, le uniche aree espositive fornite di ticket orario smaltisci coda e selezionate con largo anticipo tutto quello che vorrete visitare.

Possono essere d' aiuto anche le navette che percorrono tutto il perimetro di Expo. Saltate sulla fermata più vicina e spostatevi rapidamente verso il prossimo padiglione. Comode e veloci, le navette sono tutte gratuite. La tentazione, arrivati a Expo, potrebbe essere quella di tuffarsi subito nei primi padiglioni che incontrate sul percorso. Ed è l' errore più ricorrente. Non lasciatevi confondere e procedete dritti verso la meta, la giornata è lunga e sicuramente avrete milioni di occasioni per tornare sui vostri passi dopo esservi ambientati un po'.

Ultimo consiglio: approfittate del tramonto. Circa un' ora prima che scatti l' orario per l' accesso con il biglietto serale scontato a 5 euro, l' esposizione vive un ricambio di turisti. Le code si dissolvono e i padiglioni si svuotano. Ma questo «miracolo» non dura mai a lungo e viene interrotto nel volgere di pochi minuti dalla fiumana dei visitatori serali. L' importante è farsi trovare pronti ad approfittarne.

di Marianna Baroli

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Commenti all'articolo

  • zucchelli

    28 Settembre 2015 - 12:12

    Il core business dell'EXPO consiste nel rendere disponibili quanti più padiglioni possibili in un tempo determinato e in condizioni decenti. La presenza di code anche di 4 ore, i frequenti colpi di sole e gli infradiciamenti (per mancanza di un progetto di copertura) dimostrano che la progettazione dell'evento customer oriented e' fallita e l'obbiettivo è stato solo parzialmente raggiunto. Il DG si è giustificato dicendo di avere interpellato esperti internazionali e che il problema delle code era non risolvibile. Il solito atteggiamento giustificazionista di chi gestisce servizi pubblici senza attenzione al raggiungimento degli obbiettivi. Anche i privati sono burocrati: ho fatto tutto secondo le regole, l'utente si arrangi. In questo senso EXPO e' stato veramente lo specchio di quella Italia pubblica e parà pubblica che non ha capito nulla dei tempi moderni.

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