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Referendum sulla giustizia
Ecco come partecipare

Parte la campagna dei radicali col sostegno del Pdl e di Libero. L'obiettivo è arrivare a 500mila firme in tre mesi per andare a votare entro giugno 2014

Referendum sulla giustizia
Ecco come partecipare

Intanto si parte con i  banchetti per la raccolta delle firme per i quesiti referendari incentrati sul divorzio breve, la revisione della Bossi-Fini e la relativa abrogazione del reato di clandestinità, l’abolizione della pena detentiva per fatti di «lieve entità» in tema di droghe (chiaro il riferimento al caso Cucchi), l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, finendo con l’indicazione di lasciare allo Stato la quota dell’8 per mille di chi non esercita l’opzione. Subito dopo saranno allestiti i gazebo per ottenere i referendum sul pacchetto Giustizia, particolarmente atteso dai cittadini. Le telefonate dei lettori di Libero che, dopo l’endorsement di ieri, hanno tempestato il nostro centralino sono un eloquente termometro di questa attesa.

Nell’uno e nell’altro caso il motore per la raccolta delle firme saranno i Radicali, che potranno contare sul supporto di Libero e sulla struttura organizzativa del Pdl, mobilitata da Silvio Berlusconi. «Si tratta di una battaglia di civiltà», spiega Mario Staderini, segretario nazionale del Partito, «a cui farà seguito quella per la giustizia. I banchetti per il secondo pacchetto di referendum saranno allestiti a breve in tutta Italia». Perché sulla giustizia, in particolare sulla responsabilità civile dei  magistrati, la separazione delle carriere, lo stop all’abuso della custodia cautelare, l’abolizione dell’ergastolo e misure più restrittive per le toghe fuori ruolo, occorrono risposte chiare e in tempi brevi. 

Per quanto riguarda i quesiti referendari della campagna  «CambiamoNoi», presentata e lanciata ieri a Milano da un fronte ampio costituito da partiti e associazioni, i Radicali puntano a raccogliere 500mila firme in poco più di tre mesi per arrivare al voto entro giugno 2014. Il comitato promotore, oltre ai Radicali, vede in prima fila il Partito socialista, Sel, Antigone, Forum Droghe e l’Associazione Luca Coscioni. 

Per poter presentare i referendum servono 500.000 firme che i Radicali puntano a raccogliere in tre mesi. Per raggiungere l’obiettivo il partito di Marco Pannella e Emma Bonino ha lanciano una grande mobilitazione, denominata «Cambiamo noi». Per firmare basta individuare uno dei  tanti  gazebo  allestiti dai Radicali nelle piazze italiane. L’elenco completo dei tavoli può essere consultato sul sito web www.cambiamonoi.it/elenco-tavoli, oppure si può richiedere ulteriori informazioni all’indirizzo mail info@cambiamonoi.it. «Mentre il Palazzo è immobile e paralizzato», sostengono i Radicali, «noi ci muoviamo. Praticando e attivando la vita democratica di un Paese che non ha mai avuto riforme vere», a partire dal pacchetto Giustizia.

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Commenti all'articolo

  • Devogu

    15 Luglio 2013 - 17:05

    Condivido in tutto e per tutto quanto dice 27 Pinco.Bisogna avere messo piede in un tribunale, comparire davanti ad una giudice molto spesso isterica che neanche si guarda le carte sputando verità rivelate. Chi parla troppo in fretta - compresi appartenenti alla casta giornalistica - non farebbe male qualche volta a dedicare una mattinata ma senza essere interessato in prima persona... no, no, non voglio augurargli male.

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  • curcal

    15 Luglio 2013 - 14:02

    Lei è solo un egoista.Pertanto, sono obbligato ad au gurarle di incappare nelle sue maglie per questioni di lavoro,per sfratti, per recupero crediti,ecc. ecc. Constatare sulla propria pelle per credere.

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  • maxgarbo

    15 Luglio 2013 - 13:01

    basta casta, basta intoccabili. la magistratura ha tirato troppo la corda, è rotta, ormai!

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  • binariciuto

    11 Giugno 2013 - 12:12

    Bene, rifacciamo pure un referendum già fatto ed approvato a larga maggioranza. Notoriamente la legge Vassalli truffò gli utaliani che continuano a pagare di tasca propria gli errori ed omissioni dei magistrati. Rivotiamolo pure ed aspettiamoci l'ennesima presa per i fondelli da parte dei politici: perché invece non abrogare la famigerata Vassalli applicando il risultato del primo referendum?

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