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Cari Vip di sinistra, perché lo Spin Time non lo comprate voi?

Il Comune vuol proporre un "accordo-ponte" per mettere in sicurezza lo stabile occupato da 13 anni in zona Esquilino e far rientrare in tempi brevi le 400 persone. Ora ci pensino loro...
di Tommaso Lorenzinimercoledì 5 agosto 2026
Cari Vip di sinistra, perché lo Spin Time non lo comprate voi?

2' di lettura

Derubricare il caso Spin Time ad affare romano non si può più, soprattutto dopo che oggi il sindaco Roberto Gualtieri riceverà nuovamente gli attivisti. Il Comune vuol proporre un «accordo-ponte» per mettere in sicurezza lo stabile occupato da 13 anni in zona Esquilino e far rientrare in tempi brevi le 400 persone (130 famiglie con provenienze da 27 diversi Paesi) che vivono nella struttura, ormai da sette giorni in presidio in strada (fra tende, bivacchi e piscine gonfiabili: tutto fuori legge. Ieri un bimbo di 18 mesi è stato portato in ospedale dopo un colpo di calore), poiché il palazzo è stato sgomberato e sequestrato 6 giorni fa dopo un principio d’incendio. In soldoni, Gualtieri vuole comprarlo coi soldi dei cittadini: poi ci rimetterà gli abusivi...

Lo Spin Time è il palazzo ex Inpdap di dieci piani divenuto un ibridone fra progetto socio-abitativo e centro sociale, sequestrato dal Tribunale nel marzo 2020 per «occupazione abusiva» con annessa salatissima sentenza civile. A seguito del mancato sgombero da parte delle forze dell’ordine per motivi di ordine pubblico, la proprietà dell’immobile (InvestiRE Sgr, gestore del Fondo Immobili Pubblici) ha fatto ricorso, vincendolo: nel febbraio 2026 il Tribunale civile di Roma ha così condannato il Ministero dell’Interno a risarcire oltre 21,2 milioni di euro a Investire oltre a una penale mensile di circa 207.000 euro. Tutto a carico nostro, naturalmente, perché finora abbiamo speso poco.

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Sorvolando su anni di furto di corrente elettrica (danno da 300mila euro scoperto nel 2019), feste abusive con vendita di alcol, arresti e denunce per detenzione e spaccio di droghe a carico di frequentatori o residenti dell’immobile e altre amenità, c’è chi come Concita De Gregorio lo definisce «polo culturale di riferimento per la città» (Repubblica) invitando ad aderire all’appello di Nicola Lagioia (ex direttore del Salone del Libro di Torino che in una conversazione con un blogger ebbe a dire della scrittrice Melissa P: «Con lei c’è una sola cosa da fare. La prendi. La metti a novanta appoggiata a un tavolo. Poi prendi Lolita di Nabokov. Strappi le pagine. Gliele infili una per una nel c**o. Dopo un po’, per osmosi, qualcosa assimila per forza». Un pelino sessista, direbbero le femministe, ma glielo hanno perdonato) perché lo Spin Time «bisogna salvarlo».

Sulla stessa linea c’è Roberto Saviano, tre giorni fa andato proprio lì a far passerella e attaccare il governo (che novità), hanno aderito artisti e intellettuali di sinistra quali Francesca Comencini, Leonardo Di Costanzo, Matteo Garrone, Pietro Marcello, Susanna Nicchiarelli, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Carlo Verdone. Ieri è comparso come la Madonna Angelo Bonelli, mentre Matteo Garrone e Massimo Ceccherini hanno presentato il film “Pinocchio”. Ma perché invece di firmare gli appelli non firmano qualche assegno e lo comprano loro, lo Spin Time? Se serve, portiamo noi le penne...

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