Ricordate l’improbabile “kit di sopravvivenza” da 72 ore lanciato giusto un anno fa dall’estrosa riformista belga Hadja Lahbib? Ebbene quella che sembrava un’uscita un po’ bizzarra di una di una commissaria europea forse un po’ inesperta è stata presentata in queste ore dallo stesso governo belga nella campagna «Ready. Together», passo necessario per «prepararsi allo shock», ha detto il ministro dell'Interno Bernard Quintin, che potrebbe essere rappresentato da un lockdown innescato da una grave crisi energetica, inondazioni «dovute ai cambiamenti climatici», una guerra o più precisamente «un attacco russo», insomma, tutte quelle situazioni «non così lontane dall’accadere» che metterebbero a dura prova la “resilienza» dei cittadini. Il governo di Bruxelles suggerisce dunque che è meglio prepararsi psicologicamente e con una scorta in casa di acqua in bottiglia, nonché alimenti a lunga conservazione che non richiedono elettricità per la preparazione (come frutta secca, biscotti e conserve) e un relativo apriscatole. Ma anche preparare una borsa in caso di evacuazione, con dentro i documenti di identità, altri documenti importanti come le copie dei contratti assicurativi, i numeri di telefono di parenti e amici.
Energia, perché è sbagliato copiare Sanchez
Per Elly Schlein la Spagna è un modello. Sia perché il premier Sanchez non manca mai di manifestare il suo...Nonché penna, carta, bende, cerotti, forbici, pinzette, spille da balia, antidolorifici, disinfettante, farmaci essenziali, carta igienica, assorbenti, spazzolino, dentifricio, coltellino multiuso, torcia elettrica, contanti... e un fischietto. Insomma un vero zaino da Manuale delle Giovani Marmotte cui si aggiunge qualche novità tech, quale una power bank e il relativo smartphone. I belgi sono inoltre incoraggiati a discutere con i propri vicini su come aiutarsi a vicenda, a creare nel caso anche un “kit condiviso” condominiale.
Blackout in Spagna, se sono hacker è preoccupante, se non lo sono ancora di più
«C’è la possibilità che sia stato un attacco informatico. Ma non è stata confermata&raq...Ma se l’emergenza dura più di 72 ore? . Se comincia a mancare il carburante e l’elettricità, i bancomat non funzionano e i negozi chiudono, davvero il governo riuscirebbe a trovare una soluzione e a ripristinare il tutto in 3 giorni? Il Belgio è tristemente noto per le sue lungaggini e per il suo sistema di potere bizantino frammentato in tre regioni, tre lingue e mille inutili rivoli. Bruxelles stessa ci ha messo 613 giorni per riuscire a trovare un accordo per formare un semplice governo cittadino, riuscirebbe davvero a far fronte a un’emergenza distopica postnucleare in cui i belgi per comunicare sono costretti a chiamarsi con un fischietto? «Niente panico», afferma il ministro Quintin, ma fino a un certo punto. «L’obiettivo non è instillare paura, ma nemmeno nascondere la testa sotto la sabbia. Anche se oggi non siamo in guerra» ha aggiunto minaccioso, «non mi spingerei a dire che non siamo sotto attacco: ogni giorno subiamo attacchi informatici contro i nostri sistemi, dai quali ci proteggiamo».




