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Meteo estremo, troppo caldo in Sicilia: vaccino, le temperature che portano allo stop della campagna

Antonio Castro
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È tra le regioni italiane, insieme alla Sardegna, a più alto rischio di passare a breve in fascia di rischio (gialla se non arancione, come temono Ecdc), entro i primi giorni di agosto, eppure la Sicilia chiude in centri vaccinali causa "caldo". Paradossi di una regione. La Sicilia è al 54,1% la Sardegna al 56,2% di vaccinati over 12 rispetto alla popolazione.

Mentre la media nazionale viaggia rapidamente sopra è al 58,4%. In contemporanea con la temuta ondata di calore la Protezione civile siciliana ha invitato le Asl «dei territori dove sono previsti livelli di allerta "rossa" o "arancione", con livelli di ondate di calore da 2 a 3 (massimo), fino al 6 agosto» a «ridurre gli orari in modo significativo degli hub vaccinali». In sostanza le «Asp e i Commissari Straordinari locali» dovranno valutare «di sospendere nelle ore più calde della giornata (dalle ore 11/12 alle ore 19/20) le operazioni negli hub vaccinali».

 

 

Almeno in palestre, mercati, palazzetti senza possibilità di refrigerazione. A Palermo il centro vaccino più grande della Fiera del Mediterraneo, è chiuso già da ieri «tra le 11 e le 20, fino a nuova comunicazione. In questa fascia oraria non sarà possibile recarsi all'hub provinciale di Palermo per sottoporsi a tampone drive-in, vaccinazione o chiedere il rilascio del Green pass». A lanciare l'allarme è il dirigente generale dell'assessorato regionale alla Sanità, Mario La Rocca: «Il trend in Sicilia evidentemente è in elevata crescita». Stando al bollettino regionale ieri i nuovi contagi sono stati 724 (9.995 positivi) e gli ingressi in terapia intensiva sono 3 (30 posti).

La Sardegna può vantare l'indice Rt più alto d'Italia (2.44), davanti a quello della Provincia autonoma di Trento (2.27) e della Liguria (2.12). La Sardegna, assieme al Lazio, al Veneto e alla Sicilia e tra le regioni con rischio moderato ma ad "alta probabilità di progressione". Nella settimana tra il 19 al 25 luglio sono stati accertati 1.431 casi, con 283 focolai. E sono proprio i cluster locali - favoriti dai rientri e dal turismo- a preoccupare. Nel comune di Assemini, poco più di 26 mila abitanti nella Città metropolitana di Cagliari, da domani scatterà «un'ordinanza restrittiva che resterà in vigore dal 1 al 15 agosto». Vale a dire mascherine all'aperto, basta spettacoli, anche all'aperto, vietate gare e competizioni sportive di contatto, anche a livello amatoriale, e ai funerali nel cimitero cittadino non potranno partecipare più di 20 persone.

 

 

 

Così sarà vietato consumare bevande alcoliche nelle aree pubbliche e i parchi resteranno chiusi dalle ore 22 alle ore 6. Non un bel segnale nel pieno della stagione turistica. Altri 32 sindaci sardi - di comuni con soglia critica dei 250 casi per 100mila abitanti hanno emanato e ordinanza per imporre le mascherine all'aperto e, in alcuni casi, il ritorno del coprifuoco o l'obbligo di 10 metri di distanza tra gli ombrelloni. A ieri sono stati registrati altri 308 casi di Covid. Il bilancio delle vittime è salito a 1.501 (+1). Negli ospedali ci sono 81 ricoverati, 70 in area medica e 11 nelle terapie intensive. Però i fantomatici tamponi gratuiti non ci saranno: si ipotizza un «prezzo calmierato» di 6-7 euro», anticipa Andrea Costa, sottosegretario alla Salute. Di sicuro non gratis. 

 

 

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