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Garlasco, la pista che porta "alla ferramenta di Fuerteventura": cosa spunta dalle carte

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lunedì 25 maggio 2026
Garlasco, la pista che porta "alla ferramenta di Fuerteventura": cosa spunta dalle carte

2' di lettura

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nel nuovo capitolo dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi emerge un elemento che racconta come molti cittadini siano ossessionati dal mistero di questo caso: molteplici segnalazioni sono state inviate ai magistrati da cittadini convinti di poter risolvere il caso. Tra queste, una delle più surreali riguarda una presunta arma del delitto trovata addirittura in una ferramenta di Fuerteventura.

A quasi vent’anni dall’omicidio di Garlasco, la Procura di Pavia si ritrova sommersa da oltre ottanta comunicazioni: segnalazioni firmate, dettagliate, spesso fantasiose, che spaziano da piste mafiose a sette sataniche, fino a ricostruzioni basate su sogni, visioni e intuizioni personali. Un fenomeno che fotografa perfettamente l’effetto mediatico generato dal caso: un’inchiesta trasformata in racconto collettivo permanente tra televisione, social network e canali YouTube crime.

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Fra le tante segnalazioni finite agli atti ce n’è una che ha attirato particolare curiosità. A inviarla sarebbe stato un uomo che si definisce “sensitivo”, già interessato in passato ad altri casi di cronaca nera. Nella sua lunga mail sostiene che l’arma usata per uccidere Chiara Poggi potrebbe essere un oggetto utilizzato dagli scout, allegando persino una fotografia scattata, a suo dire, in una ferramenta di Fuerteventura. Una teoria priva di riscontri investigativi, ma che dimostra fino a che punto l’immaginazione collettiva si sia spinta attorno al caso Garlasco. Gli inquirenti hanno effettuato verifiche rapide su molte di queste indicazioni soprattutto per evitare che, nel tempo, possano alimentare ulteriori leggende mediatiche.

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Nel fascicolo compare anche il nome della youtuber Bugalalla, che avrebbe inviato ai magistrati alcune immagini recuperate online e considerate potenzialmente utili. Anche in questo caso, dopo gli accertamenti, la segnalazione è risultata infondata

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C’è anche chi racconta di aver ascoltato casualmente conversazioni compromettenti passeggiando col cane, chi invia fotografie di vecchie scarpe trovate in soffitta e chi sostiene di avere “visioni chiarissime” dei due assassini sulla scena del crimine. Un geologo offre analisi satellitari dell’area di Garlasco, altri evocano collegamenti con la mafia o con presunti suicidi sospetti. Dietro molte di queste segnalazioni c’è certamente il desiderio sincero di contribuire alla ricerca della verità. Ma c’è anche il lato oscuro della spettacolarizzazione della cronaca nera: il confine sempre più sottile tra informazione, intrattenimento e ossessione.