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Autovelox in funzione prima dell'omologazione, il caso che scuote l'Italia: chi può presentare ricorso

venerdì 21 agosto 2026
Autovelox in funzione prima dell'omologazione, il caso che scuote l'Italia: chi può presentare ricorso

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C'è un caso che scuote l'Italia intera. È quello che si sta verificando lungo la Statale 81 all'altezza di Fara Filiorum Petri, nell'arteria che collega Chieti e diversi centri pedemontani. Qui una donna a bordo della propria auto ha preso ben venti contravvenzioni elevate dalla Polizia locale, tutte nel mese di giugno. E dopo aver sborsato circa 800 euro, ha deciso di impugnarli dinanzi al Giudice di pace. 

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Il motivo? Come riporta Il Messaggero fino allo scorso 12 luglio quell'autovelox era semplicemente approvato dal Ministero delle infrastrutture e trasporti, mentre la norma prevede la sua omologazione che è arrivata dal Ministero in data 12 luglio. Nel ricorso si sostiene, in sostanza, che i verbali sono illegittimi perché l'articolo 142 del Codice della strada prevede che l'apparecchio che rileva l'eccesso di velocità debba essere omologato e non semplicemente approvato, tanto è vero che il Ministero traccia un apposito elenco di quelli omologati raccomandando ai Comuni di inserire nel verbale delle sanzioni elevate per eccesso di velocità anche il decreto di omologazione e ciò allo scopo di evitare inutili contenziosi.

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Tradotto: l'autovelox in questione non era omologato. Ecco allora, è la tesi della donna, che i verbali emessi prima del 12 luglio sarebbero tutti impugnabili. Nel caso specifico, l'automobilista si era recata con una certa frequenza a casa del padre per fargli alcune iniezioni, e le violazioni del limite di velocità sono state sempre molto contenute. Il ricorso, dunque, potrebbe diventare addirittura una class action.