"Metta la museruola al cane!": un autista di autobus è stato aggredito da un 20enne di origini kosovare nella serata di ieri, mercoledì 26 agosto, ad Ancona, in zona Passetto. Il mezzo era al capolinea, pronto a riprendere la corsa, quando il conducente, vedendo salire il giovane insieme a un cane, gli ha chiesto di mettere la museruola all'animale. Tuttavia il 20enne, che era in compagnia di alcuni amici, non ne ha voluto sapere.
E non solo ha detto di no alla richiesta dell'autista, ma ha anche reagito in maniera violenta prendendo il conducente per il collo. Alla scena hanno assistito tutti i passeggeri a bordo del bus in quel momento, che hanno subito allertato i carabinieri, giunti tempestivamente sul posto. L'autista di Conerobus, la società anconetana che gestisce il trasporto pubblico locale, è stato trasferito al pronto soccorso locale con una lesione alla schiena. Per lui una prognosi di dieci giorni. L'aggressore invece è stato denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Genova, l'autista del bus lo sveglia? Lo straniero lo massacra di botte
Un autista dell'Amt è stato preso a cazzotti la notte di giovedì 9 luglio a bordo del bus che aveva ri..."Siamo profondamente preoccupati, visto il susseguirsi di atti violenti, aggressioni, minacce, in una vera e propria escalation che desta forte apprensione - hanno scritto in una nota i sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna e Faisa Cisal -. Ricordiamo che la Rsu della Conerobus su questo argomento ha già scritto e sollecitato l'azienda diverse volte, dato che tali episodi sono sempre più frequenti: l'ultima aggressione risale al 20 luglio scorso. Non è pensabile che una persona si rechi al lavoro con la paura di poter subire violenze, e non è concepibile che, ad oggi, non siano ancora state messe in campo le dovute misure di protezione di cui moltissime volte abbiamo parlato. È tanto auspicabile quanto necessaria l'istituzione di presìdi delle forze dell'ordine nei punti ritenuti più critici o nei capolinea. È indispensabile, come altre volte richiesto, la presenza delle stesse anche a bordo degli autobus, diventato, ad oggi, un vero e proprio 'territorio di guerra', un campo minato in cui si muovono lavoratori, studenti e quant'altro, e che non può in nessun modo essere lasciato allo sbando come stiamo purtroppo osservando".




