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Mario Roggero fuori dal carcere, ore decisive. Ma è rissa sulle udienze

di Serenella Bettinlunedì 7 settembre 2026
Mario Roggero fuori dal carcere, ore decisive. Ma è rissa sulle udienze

3' di lettura

Qualcuno si chiede che fine abbiano fatto tutti quelli che fino a un mese e mezzo fa chiedevano la grazia e invocavano la legittima difesa per Mario Roggero e ora sembrano essersene dimenticati. In realtà no. Noi non ci siamo dimenticati e non ci dimentichiamo di Mario Roggero. Da oggi, per il gioielliere di Grinzane Cavour - che dal 17 luglio scorso è rinchiuso nel carcere di Bollate per essersi difeso durante una rapina e aver sparato ai banditi, uccidendone due - si aprono giorni decisivi. Anche se la situazione pare essere abbastanza kafkiana. Che cosa accade. Mercoledì 9 settembre, dopodomani, si dovrebbe tenere l’udienza presso il tribunale di sorveglianza di Torino per discutere sul differimento della pena di Mario Roggero, che parteciperà in video collegamento: in sostanza, si tratta di capire se potranno essere concessi a un padre di famiglia 72enne e nonno di otto nipoti gli arresti domiciliari in vista della discussione sulla domanda di grazia presentata al presidente della Repubblica.

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DUE UDIENZE
Mercoledì 16 settembre invece, dunque tra dieci giorni, di udienza ce n’è in programma un’altra. A pronunciarsi dovrebbe essere il tribunale di sorveglianza di Milano, sempre per un eventuale “differimento di pena”, e sempre nell’attesa che si discuta la domanda di grazia. Due udienze sulla stessa questione, conseguenza di un conflitto di competenza nato fra Torino e Milano. E infatti, a distanza di pochi giorni, con un’apparizione improvvisa, ecco che si infila la Cassazione. La notizia è stata anticipata da Mario Giordano sul suo Substack. L’udienza è fissata per l’11 novembre prossimo, “avverso l’ordinanza” del 20 luglio scorso “del giudice di sorveglianza di Milano”. Ma come? E quindi ora, si chiede anche il team difensivo di Mario Roggero, coordinato dal professore e analista processuale Sergio Novani, con l’avvocato Stefano Marcolini, che accade? Le udienze del 9 e del 16 settembre saranno ugualmente celebrate?

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La Cassazione dovrebbe per l’appunto risolvere il conflitto di competenza sorto tra i giudici di Milano e di Torino in ordine al differimento della pena per Roggero, ma che cosa accadrà nel caso in cui il 9 settembre e il 16 le toghe si pronuncino? Le decisioni saranno considerate valide, o la decisione della Cassazione potrebbe poi rimetterle in discussione? Una situazione abbastanza incomprensibile. L’avvocato di Roggero, Stefano Marcolini, ha chiesto al presidente del tribunale se l’udienza del 9 settembre si terrà ugualmente, ma «il presidente - ci fa sapere - non ha ancora risposto». Il conflitto di competenza era sorto proprio nei giorni in cui per Roggero si aprivano le porte del carcere di Bollate. Il 20 luglio scorso l’ufficio di sorveglianza di Milano aveva respinto l’istanza di scarcerazione di Mario, dichiarando la propria incompetenza e rinviando gli atti a Torino. Poi la difesa li aveva ripresentati a Milano. Gli atti erano passati quindi al tribunale di sorveglianza e alla procura della Corte d’appello di Torino e all’ufficio di sorveglianza di Milano. La Sorveglianza di Milano aveva a sua volta rispedito gli atti a Torino perché Roggero, quando era stata presentata l’istanza per il differimento della pena, era ancora libero: venne proposta, infatti, qualche ora prima che Roggero entrasse in carcere. Chi seguiva il caso si era chiesto: quindi chi decide cosa? È competente Milano o Torino? E adesso si inserisce pure la Cassazione.

ATTESA E SPERANZA
Una situazione francamente pesante per un uomo di 72 anni, la cui pena - 14 anni e 9 mesi - equivale sostanzialmente all’ergastolo. Anche perché Mario Roggero le udienze del 9 e del 16 settembre le sta aspettando con tanta speranza. Il 9 settembre, come detto, sarà in video collegamento, ma per quella del 16, quando uscirà dal carcere di Bollate per recarsi in tribunale a Milano, ha già pronti i vestiti. Martedì scorso il senatore Giorgio Maria Bergesio è andato a trovarlo: «È dimagrito nove chili ci racconta - spera nei domiciliari». Intanto dal palco della festa della Lega al Monviso, Bergesio ha rilanciato con forza la richiesta di grazia: «Il nostro pensiero va a lui - ha detto - è un uomo onesto, mai entrato prima in un istituto penitenziario, finito in carcere per essersi difeso da una rapina».