Il tribunale di Napoli ha sospeso il fermo della Sea-Watch 5. Lo rende noto la stessa Ong. "Nel giorno in cui si parla di 'soccorso rosso', in cui lo Stato italiano attacca la rete che si oppone alla disumana detenzione nei Cpr e i medici che ne certificano i danni alla salute delle persone detenute, la Sea-Watch 5 torna libera, 15 giorni prima della fine della detenzione illegittima impostaci dal governo - afferma - Il tribunale di Napoli ha giudicato fondato il nostro ricorso e ha disposto la sospensione del fermo".
"Ancora una volta la cosiddetta Legge Piantedosi si deve piegare davanti al diritto internazionale, perché lo Stato non può pensare di porsi al di sopra della legge - sottolinea la Ong - Rifiutarsi di collaborare con le milizie libiche che catturano con violenza le persone in pericolo in mare per conto dell'Italia, per restituirle al ciclo di abusi in Libia, non può essere un crimine, ma è anzi un atto di rispetto dell'obbligo di soccorso e del divieto di respingimento. Più di 10.000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo durante l'esecutivo più longevo della storia della Repubblica italiana. Noi continueremo a salvare vite in pericolo in mare, ottemperando a un obbligo legale e morale che è ben al di sopra degli escamotage legislativi contro la società civile ideati per nutrire la propaganda del governo. Basta campagna elettorale sulla pelle delle persone in fuga e contro solidarietà civile, a terra e in mare".




