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Milano, manager seviziato per anni dalla moglie: "Mi costringeva a mangiare nella ciotola del cane"

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mercoledì 4 novembre 2026
Milano, manager seviziato per anni dalla moglie: "Mi costringeva a mangiare nella ciotola del cane"

2' di lettura

Un manager della finanza di 51 anni ha raccontato e denunciato di essere stato seviziato dalla moglie per anni. Di qui un'inchiesta per maltrattamenti, lesioni personali aggravate dalle sevizie e dalla crudeltà e circonvenzione d'incapace, e la richiesta di rinvio a giudizio per la donna da parte del pm di Milano. Secondo quanto riportato da Repubblica, l'ormai ex moglie e socia dell'imprenditore si sarebbe anche trasferita 200mila euro sul proprio conto. 

L'uomo sarebbe riuscito a scappare dalla donna il 9 ottobre del 2024, quando fu visto nel golfo di Saint-Tropez mentre si nascondeva tra i vicoli del porto. Dopo essersi rifugiato in un albergo ed essere svenuto, fu portato in ospedale. E lì si constatò che il suo peso fosse di soli 53 chili. "Deperimento organico" la diagnosi, con un referto che parlava di "condizioni igieniche precarie", bruciature di sigaretta in testa, sulle braccia e altre parti del corpo.

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"È stata mia moglie", avrebbe raccontato il manager ai medici. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe partito da una lite del febbraio del 2023 in un palazzo nel centro di Milano. Lei lo avrebbe accusato di frequentare prostitute, di avere un'ossessione patologica per i siti porno, e soprattutto di averla infettata con l'epatite B. Una storia falsa quest'ultima, ma all'insaputa del manager. A quel punto la donna avrebbe detto di volerlo disintossicare. "Mi ha reso un fantasma", "Mi costringeva a mangiare nella ciotola del cane", avrebbe raccontato poi l'uomo nella querela.

Intanto l'uomo è tornato a vivere con i genitori. E per lui i legali chiedono un risarcimento di oltre un milione di euro. Sarebbero state fondamentali per le indagini le riprese delle telecamere di sorveglianza presenti sull'imbarcazione della coppia. Al momento agli atti sarebbero depositati 30mila video che documenterebbero le violenze. Lo scorso giugno, il gip di Milano ha archiviato una controdenuncia della donna, definendola "una palese e tardiva manovra orchestrata per orientare le indagini a suo carico a seguito della fuga del marito".

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