A Montecitorio una presenza che fa discutere. È primo pomeriggio del 10 Giugno (ieri, ndr) e Mattia Tombolini attraversa i corridoi della Camera, prendendo posto nella sala conferenze dove è in programma la presentazione del suo libro, Antifascismo Illegale. Giacca beige, t-shirt nera e un curriculum che negli ambienti della galassia antagonista non passa inosservato. Ex-assistente dell’europarlamentare Ilaria Salis, animatore del centro sociale romano Alexis, direttore editoriale di Momo Edizioni… e con una condanna in primo grado per diffamazione nei confronti dell’esponente di Fratelli d’Italia Marco Cossu.
È lo stesso Tombolini ad aprire l’incontro. “Non è solo un libro, è una mappa di quello che sta succedendo ora. Dall’Italia agli Stati Uniti, il dissenso viene riscritto come una minaccia”, afferma davanti a una platea tutt’altro che gremita. Tra i relatori figurano esponenti della sinistra politica e associativa: dal vicepresidente di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi al presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, passando per la dem Chiara Gribaudo e la deputata M5S Gilda Sportiello.
Tombolini, diffamazioni, violenze, un arresto: chi è il nostro odiatore
Un curriculum portato “de notte”, tra pose da provocatore e battute da Tavernello al circolino Arci. Mattia...Collegato dagli Stati Uniti interviene lo storico Marc Bray, docente alla Rutgers University: “A Trump non interessa dell’Antifa, ma usa questo termine per indicare chi non la pensa come lui. Da qui chiunque si oppone viene considerato come terrorista”. Sulla stessa linea Pagliarulo, che rivendica la presenza di “globuli bianchi” capaci di difendere la democrazia italiana. Il tono si alza quando prende la parola Chiara Gribaudo. “Sono molto onorata di essere qui, voglio esprimere la mia solidarietà a Tombolini. Non è un caso che oggi avvenga questa presentazione nell’anniversario dell'uccisione di Matteotti per mano fascista”. Per la vicepresidente Pd occorre “presidiare e costruire l’alternativa”. Anche Gilda Sportiello vede nel volume la conferma di “un disegno complessivo, di internazionalizzazione delle destre”. Mentre Grimaldi conclude sostenendo che “l'antifascismo di oggi non è solo storia, né apocalittico, deve essere generativo”. Un dettaglio non sfugge ai presenti: il nome di Ilaria Salis non viene praticamente mai pronunciato. E Tombolini lascia Montecitorio con una certificazione politica che vale più di molte recensioni.




