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"Trump coglione? Geniale, punto": la prima pagina di Libero manda in tilt Fanpage

sabato 20 giugno 2026
"Trump coglione? Geniale, punto": la prima pagina di Libero manda in tilt Fanpage

2' di lettura

No, a Fanpage e soprattutto al suo direttore, Francesco Cancellato, Libero non è mai piaciuto (eufemismo). Molteplici gli attacchi, le critiche, le articolesse contro la nostra testata. Ma oggi si registra un curioso cortocircuito, proprio a Fanpage.

Tutto nasce dal titolo di apertura dell'edizione di oggi, sabato 20 giugno, di Libero: "Trump è un coglione". Papale papale. Come spiega Alessandro Sallusti nel suo fondo, alla luce dei fatti della vigilia - le farneticanti frasi su Giorgia Meloni e circa il fatto che la avrebbe "implorata" per scattare una foto fino a farle "pena" -, per quanto possa spiacere affermarlo, quel termine è l'unico in grado di descrivere, in estrema sintesi, il presidente degli Stati Uniti.

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Ma che c'entra Fanpage? Presto detto: Gennaro Marco Duello, scrittore nonché una delle firme del sito diretto da Cancellato, ha rilanciato sui suoi profili social la prima pagina di Libero. E al post ha aggiunto di suo pugno quanto segue: "Prima pagina di Libero, oggi in edicola. Geniale, punto. Una di quelle che fotografi prima ancora di finire il caffè". E ancora: "Una di quelle che nell'irrilevanza oggettiva dei giornali di carta nel dibattito pubblico, finisce dappertutto sui feed dei social network", aggiunge Duello.

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Ma non è finita, perché il maggior peso specifico dell'intervento sta nella chiosa: "E puntuale - riprende Duello -, infatti, arriva il coro dei custodi della coerenza. Tre giorni fa Giorgia e Donald, di nuovo amore, oggi coglione. Scandalo. Vergogna. Sallusti che si rimangia tutto", conclude Duello.

Evidente l'ironia del giornalista. Così come era evidente la nostra, di ironia: a corredo del titolo di tre giorni fa - "Giorgia e Donald, di nuovo amore" -, campeggiava una vignetta in cui il tycoon corteggiava la premier affacciata a un balcone. A corredo del titolo di oggi, al contrario, ecco che Meloni dal medesimo balcone versa olio bollente su Trump. Già, non è una questione di coerenza. Si tratta di semplice narrazione dei fatti: tre giorni fa ad ogni latitudine giornalistica si leggeva della ricucitura tra Giorgia e Donald, poi rovinosamente archiviata dalle bizze del tycoon. Certo, le cose sono cambiate molto in fretta. Così come è cambiata rapidamente la nostra vignetta...

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