"A Barletta c’era l’amianto… chissà se era vero oppure mica tanto": Jovanotti dal palco del suo Jova Summer Party alla Darsena di Marisabella, a Bari, ha trasformato in una canzone il caso del concerto annullato lo scorso 17 agosto all’ex Cartiera di Barletta per l'amianto. Quello di Bari, infatti, era proprio il concerto organizzato per recuperare la data barlettana. Nel brano messo a punto per raccontare i giorni dello stop, Lorenzo Cherubini ha fatto riferimento agli spettatori coinvolti, alle interviste rilasciate dai politici e a una presunta "campagna elettorale". Per poi chiosare: "L'amianto è roba seria non si deve toccare. Su questo sono serio non si può scherzare".
Nonostante la precisazione finale, a Barletta è comunque scoppiata la polemica politica. La questione dell’ex Cartiera, infatti, non ha solo reso necessario il trasferimento del concerto a Bari. Restano un’inchiesta giudiziaria, gli accertamenti sulla presenza di amianto e un confronto politico piuttosto acceso già prima della cancellazione dell'evento. Lo spettacolo avrebbe dovuto tenersi lo scorso 17 agosto nell’area dell’ex sito industriale davanti a 33mila persone. Qualche giorno prima, però, si è scoperta la presenza in quel sito di materiali contenenti amianto. L’Arpa aveva rilevato un frammento di alcuni centimetri proprio nell’area interessata dal concerto. Di lì la decisione dell’Asl Bat di giudicare non idoneo il sito. Il rischio era che altri frammenti potessero essere calpestati durante il passaggio di decine di migliaia di spettatori.
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Gaffe per Jovanotti. Il cantautore, arrivato in Calabria per un concerto a Catanzaro, commette uno strafalcione non pass...Dunque, lo stop definitivo è arrivato il 12 agosto. E due giorni dopo l'autorità giudiziaria ha aperto una inchiesta per chiarire la natura e l'estensione della contaminazione nonché eventuali responsabilità. "Per me la sicurezza del pubblico è sempre la primissima cosa e quindi mi rimetto alla legge", aveva commentato Jovanotti a caldo. Poi, il passaggio all'ironia non sarebbe piaciuto ad alcuni esponenti politici, come la capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Rosa Cascella, che ha commentato: "Barletta non è una canzonetta: sulla salute non si scherza". E ancora: "Alla fine Barletta ha ricevuto un danno economico e di immagine incalcolabile, e non meritava di essere presa a canzonetta. Quando si parla di ambiente, salute e di responsabilità che la Procura sta ancora accertando, forse è il caso di stare in silenzio ed avere rispetto".
Duro anche il commento di Flavio Basile, consigliere comunale di Barletta al Centro: "Puoi giocare, scherzare, cantare, ma non generalizzare tentando di denigrare la mia amata città e la politica locale". Dopodiché ha respinto l’idea che gli amministratori si siano messi "in fila per far campagna elettorale" sulla vicenda. Infine, si è detto "deluso ed amareggiato".




