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Giorgia Meloni, a 2 giorni dal record storico altra mazzata per Schlein e Conte: ecco il report

martedì 1 settembre 2026
Giorgia Meloni, a 2 giorni dal record storico altra mazzata per Schlein e Conte: ecco il report

4' di lettura

Miglior modo per avvicinarsi al grande giorno, forse Giorgia Meloni non poteva sperarlo. A 48 ore dalla festa di Bari per celebrare il record assoluto di permanenza a Palazzo Chigi, la premier accoglie con soddisfazione l'ultimo report dell'Istat su Pil e lavoro. Dati che dovrebbero mettere a tacere, almeno per un po', le critiche di una opposizione spesso costretta ad affidarsi al più banale disfattismo.

Nel secondo trimestre del 2026 il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1% nei confronti del secondo trimestre del 2025. L'Istat conferma le stime della variazione congiunturale e tendenziale del Pil del secondo trimestre 2026, nonché quella della variazione acquisita per l'anno 2026, rilasciate in occasione della stima preliminare di fine luglio. Dal lato dell'offerta, rileva l'Istat, "si registra una flessione del valore aggiunto dell'agricoltura (-0,2%) e dell'industria (-0,5%), mentre quello dei servizi è aumentato dello 0,4%". Dal lato della domanda, hanno contribuito "positivamente" alla crescita del Pil tutte le componenti della domanda finale nazionale, inclusa la variazione delle scorte, mentre è risultato negativo il contributo della domanda estera netta. "In crescita dello 0,3% sono risultate le ore lavorate e dello 0,6% i redditi da lavoro dipendente pro-capite". 

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A luglio, invece, il tasso di disoccupazione scende al 5,8% (-0,1 punti), mentre quello giovanile sale al 18,9% (+0,2 punti). Il calo delle persone in cerca di Lavoro (-1,1%, pari a -17mila unità) coinvolge gli uomini e tutte le classi d'età a eccezione dei 35-49enni, tra i quali, come per le donne, il numero di disoccupati è in crescita. La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, pari a -17mila unità) riguarda gli uomini e i 35-49enni; nelle altre classi d'età il numero di inattivi è in crescita e tra le donne è sostanzialmente stabile. Il tasso di inattività rimane invariato al 32,8%

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Su base mensile, il numero degli occupati rimane stabile e si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. L'Istat sottolinea poi che la crescita del numero di occupati rispetto a luglio 2025 (+1,3%, +307mila unità) interessa gli uomini, le donne, i 25-34enni e coloro che hanno almeno 50 anni; tra i 15-24enni e i 35-49enni, invece, gli occupati diminuiscono. Su base annua il tasso di occupazione aumenta di 0,8 punti.

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"I dati diffusi oggi dall’Istat confermano una tendenza che ormai dura nel tempo. A luglio gli occupati sono 24 milioni e 370 mila, 307 mila in più rispetto a un anno fa. Quando il Governo Meloni si è insediato, nell’ottobre 2022, erano 23 milioni e 231 mila. Significa 1 milione e 139mila occupati in più. Ed è significativo che nello stesso periodo siano cresciuti soprattutto i rapporti di Lavoro stabili, con oltre 1,3 milioni di dipendenti a tempo indeterminato in più e una diminuzione dei contratti a termine", commenta Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia. "Questi risultati non arrivano per caso. Abbiamo smesso di incentivare l’assistenza passiva con strumenti come il Reddito di cittadinanza e bonus a pioggia e abbiamo scelto di premiare il Lavoro stabile, soprattutto per giovani, donne e Mezzogiorno, con incentivi alle assunzioni, percorsi di formazione e reinserimento, il taglio del cuneo e la riforma dell’Irpef. È questa la direzione che vogliamo consolidare, perché più Lavoro stabile significa più autonomia, più reddito e più sicurezza per le famiglie. E il fatto che questi numeri arrivino mentre export e Piazza Affari sono ai massimi storici rafforza ulteriormente il quadro positivo dell’economia italiana", conclude il deputato di FdI.

"E' evidente che le misure su cui ha lavorato con determinazione questo governo hanno funzionato e continuano a produrre effetti positivi - aggiunge il sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon -, specie in un contesto internazionale fortemente instabile e di grande incertezza". "Un segnale certamente positivo per il nostro Paese che ci motiva a rafforzare ancora di più i risultati raggiunti, affrontando in maniera concreta le sfide ancora aperte legate ai giovani, all'aumento del Lavoro sicuro e di qualità e al rafforzamento della competitività delle nostre imprese attraverso quel ricambio generazione di cui abbiamo bisogno. I dati che oggi ci restituisce l'Istat sono confortanti certificano prospettive di crescita per il futuro. E' ora di guardare ancora avanti, massimizzando i risultati in termini di ulteriore rafforzamento, e continuando a lavorare per offrire soprattutto alle nuove generazioni opportunità di Lavoro ambiziose, attraverso salari dignitosi, condizioni di Lavoro giuste e anche la possibilità di costruirsi una maggiore tutela per il proprio futuro", ha concluso Durigon. Tutte frecce che l'economia reale ha sottratto alla giù piuttosto sguarnita faretra di Pd e Movimento 5 Stelle. Venerdì, quando Meloni parlerà al tramonto, Schlein e Conte avranno ben poco da festeggiare.